11.2.07

Qualunque trucco sbiadirà/La mia canzone resterà

-ma lo sai dove andrai a mettere i dischi stasera? Che tipo di posto è?
-eh si, me ne ha parlato altra gente che ci ha suonato, molto uhm, di tendenza?
-arriveranno frotte di minorenni in cravatta pensando di essere vestiti come te, come nel video di Apply Some Pressure
-ah ah è una cosa che succede spesso: c'è gente che non riesce e pensare ad una vita oltre il televisore


Paul è timido e sorridente. Con tutti quei denti in mostra e il fare composto di un seminarista. Sarà che il maglione che ha su io lo portavo ai bei tempi dei lupetti e dei salesiani ma c'è dell'onestà quasi imbarazzante nei suoi modi. Quando ti parla lo fa con le mani sotto al tavolo, come in una preghiera, e poi ti guarda fisso negli occhi. E sorride, ancora. Fare la rockstar deve essere una cosa divertente, di certo allegra. Solo dopo una manciata di domande le mani passano sopra il tavolo, le spalle si abbassano e c'è il tempo anche di accennare un paio di ritornelli acappela per mostrare come finisca sempre per cantare la nota suonata dal chitarrista.

Oggi vanno di moda i pantaloni stretti, quelli di Pete, quelli che arrestano la circolazione ma fanno tanto tendenza. In casa c'è qualcuno che per riuscire ad indossarli sta camminando a gattoni in salotto.
-Fai come quando andavi a pallavolo: cammina in ginocchio, su i talloni
Se si è deciso di andare ad una serata del London Loves non c'è limite alla sofferenza che si deve esser disposti a subire, è una sorta di purificazione spirituale, un fight club in cui toccare il fondo per poi risalire. Questa sera bisogna farlo: è un dovere. Per chi si è messo a gattoni, per chi ci ha messo in lista, perchè se non ci andassi vorrebbe dire che è un cazzo di tabù e io un cagasotto, perchè il Plastic dista da casa circa 70 metri. Per tutte queste cose. Mani in tasca, sguardo deciso, giriamo l'angolo e purtroppo sono lì ad aspettarci: decine, centinaia di pantaloni strettissimi, cappelli calati sul viso, pettinature fatte con la saldatrice. Comincio a caracollare. All'entrata una fila biblica, la gente mi spinge, un meno che ventenne mi ficca un gomito nel costato per superarmi. Cedo. Saluto da lontano e scappo senza voltarmi indietro. 70 metri e sono nuovamente a casa. Questa notte ho perso io.

10 commenti:

TS ha detto...

Odio doverlo dire ma almeno dalle 4 alle 6 ti sei comporato da quasi uomo. Comunque hai perso lo stesso.

Lello ha detto...

Odio anche io i pantaloni stretti abbinati a camicia e cravatte.
Ti capisco bene, avrei ceduto anche io.

femore ha detto...

questo Paul a me ignoto sembra Fargetta dopo un incontro di boxe

a. ha detto...

passano gli anni ma i tuoi riferimenti culturali rimangono solidi: fargetta. e' cosi' che si fa.

federico ha detto...

Fargetta è da recuperare. Assolutamente.

ebi ha detto...

Andrea, elastene is the answer.
In realtà "i jeans stretti" non stringono.

TO. ha detto...

passavamo da viale umbria in macchina. non abbiamo nemmeno rallentato.

a. ha detto...

to: indenti dire quando li hai presi sotto? neanche il segno della frenata sull'asfalto? non l'avrei mai detto da uno con i tuoi ascolti soft: complimenti hai tutto il mio supporto

riboo ha detto...

pensandoci adesso, to, per come stavi messo venerdì sera il plastic sarebbe stato d'aiuto...o forse no?

TO. ha detto...

andrea. è come dici tu. però non lo facciamo sapere in giro. (niente segni sull'asfalto. solo un paio di botte sul cofano ma si sistemano. forse sono i dischi che mi fa ascoltare riboo la domenica a merenda...).

riboo. era (ancora) una sera sbagliata. non sarebbe servito. no. non il plastic. forse nemmeno questo. nemmeno una serata dei tuoi amici francesi.