più che una certezza una domanda. Cioè il contrario. Io sono sicuro di questo: più una persona ama la musica più tende ad ascoltarla su un impianto di merda. Torno indietro con la memoria a tutta la tanta gente innamorata dei dischi che ho incontrato in questi anni e tutti o quasi avevano postazioni d'ascolto ridicole. Chi un vecchio stereo lasciato dal fratello maggiore, chi sentiva la roba con le casse del computer e, last but not least la sempre fedele autoradio. La macchina diveniva improvvisamente luogo privilegiato per l'ascolto di qualunque tipo di disco che dunque si inseriva nella giornata nelle intercapedini tra un impegno e l'altro: mentre si era intrappolati nel traffico o vittime di una vita da pendolare si succedevano tutti i dischi più importanti di una vita. Inutile dire che l'Ipod e i suoi amici (quei meravigliosi affari che lo amplificano come i cavetti che lo interfacciano con stereo più o meno grandi) non hanno fatto altro che esplodere questa mania dell'ascolto raffazzonato e casuale che, ancor prima di farne una questione di merito, è causato dall'abitudine a concentrarsi sul contenuto senza curarsi minimamente della forma. Un ascolto punk? Chissà. Per molti, quasi per tutti, è l'unico possibile. Intanto il mio amico barista audiofilo continua a vantarsi del proprio impianto da record, collegamenti in oro purissimo e amplificatore montato a mano dagli stessi bambini che cuciono i palloni della Nike. Peccato che dentro ci continui ad infilare soltando i dischi del Buddha Bar.
[foto by semantico]
24.9.07
Poveri ma belli
scrive a. alle 17:25
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4 commenti:
Hai ragione, l'alta fedeltà raramente nel rock è combaciata con il gusto. Quasi mai.
Un' altra ragione per la quale questi dischetti che credevo sarebbero comunque rimasti insostituibili dai freddi file mp3, stanno sempre più diventando solo un ingombro inutilizzato. E non mi riferisco a quell comperati nel passato ma a quelli che sino a pochissimo tempo fa mi ostinavo a comperare originali solo per "premiare" ciò che mi era piaciuto in mp3. Penso per il disco sia davvero definitivamente finita. Alla faccia dell'alta fedeltà.
è una domanda che mi pongo anche io con sempre più insistenza, soprattutto quando mi ritrovo a comperare usati dall'america dischi originali che altrimenti ho scaricato con estrema facilità. credo che il motivo sia ancora nella modalità di fruizione: c'è poco da fare quando ti senti un disco tenendone in mano l'artwork o sapendo o semplicemente che ci hai investito un tot di soldi c'è un attenzione e un trasporto diverso, necessario se uno vole "affondare il coltello". questo finchè non inventeranno il modo di "approfondire" gli mp3 o noi non ci romperemo i coglioni.
boh, per me il disco è una roba completamente diversa, non c'è niente da fare. e nel mio caso preferisco di gran lunga comprare 20 dischi piuttosto che un amplificatore della stramadonna...
mi riconosco molto. odio ascoltare roba al computer, o dover tirare fuori il tappeto per sedermi vicino ad un tristissimo giradischi giocattolo con uno stereo da 50 euro (forse meno). Ma è questo il mio modus. Poi mio padre mi ha regalato uno di quei lettori I-Pod con casse minuscole, pieghevoli. Di quelli che si trovano negli aeroporti ai nazionali. Che fa suonare chiunque come bambini che piangono nel cuore della notte. Quello lo tengo in camera da letto. Essenzialmente per quando rassetto l'armadio.
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