6.5.08

The Notwist - The Devil, You + Me / Is it over cause you feel no pain

il segreto è nel continuar a far girare le cose, come il giocoliere con le palline o la catena della bicicletta mentre pedali. La musica dei Notwist si è fermata per 6 anni eppure non è mai veramente sparita dai nostri stereo. Così anche questo nuovo album, che sembra aver deluso tutti o quasi, continua a far sentire la sua voce: tenua, minore, come se non ci tenesse a farsi notare. E' una melma densissima in cui affondare le mani sempre più in profondità, mica come in precedenza dove si poteva vedere lo scheletro dell'impalcatura ad occhio nudo. Qua l'atmosfera è fumosa, triste (vi aspettavate altro?), per dirla in una parola arresa. Questo siamo, prendere o lasciare. Non importa farsi notare a tutti i costi, i fratelli Acher più Martin rimangono in un angolo, chinati attorno la chitarra acustica, un'orchestra suona in lontananza ma potrebbe anche essere capitata per caso, per delle prove o solo a scaldare gli strumenti a casaccio. Intanto ho già premuto play un'altra volta, la sensazione è che sia sfuggito qualcosa, un elemento importante, fondamentale per capire tutto il resto. Il disco finisce e io sento ancora di non aver affondato il coltello, vuol dire che bisognerà ascoltarlo di nuovo, cercare, ficcarci la testa fino in fondo. Senza entusiasmarsi troppo, al massimo lasciandosi stringere le spalle, a volte è importante anche quello.

2 commenti:

e. ha detto...

condivido la sensazione che sia sfuggito qualcosa.
ciao,
e.

Anonimo ha detto...

Parole sante.

il primo piano ;)