29.9.08

Stevie Wonder @ Forum Assago, Milano / Don't you worry 'bout a thing

in situazioni come queste ci sono solo due possibilità: l'evento ieratico in cui la stella è inavvicinabile, perfetta e distante, proprio per questo efficace. Oppure l'esatto contrario: arrivare in un palazzetto stracolmo di gente come si fa alla festa delle medie, vestiti eleganti ma già in maniche di camicia dopo la prima mezz'ora, mancano giusto i bicchieri con su scritto il nostro nome per sentirci veramente a casa. Sul palco sono in quindici ma spesso si sente soltanto lui, con le sue triple tastiere e il pianoforte a coda: ci gioca come un bambino che entra per la prima volta in uno studio di registrazione. Invita la gente a cantare tutti i pezzi, senza la minima paura di intaccarne la statura, anzi, come se attraverso il coinvolgimento del pubblico trovassero la propria ragion d'essere. Giusto per Visions la cosa si fa leggermente più personale: le luci si abbassano e per un attimo si torna ad avere davanti il mostro sacro che siamo venuti a testimoniare piuttosto che soltanto un grande e gioioso intrattenitore di folle. Presenta la band più volte, chiama dei fan a fargli compagnia sul palco, chiede a tutti: where are you from e quando uno ha l'ardire di fargli la stessa domanda Stevie lo folgora rispondendogli: from the world!. C'è anche il tempo per parlare di Obama, incita il pubblico ad ulrare il suo nome (la risposta non è proprio convinta) e ne approfitta per citare Edwin Starr di War ripetendo più e più volte: War, what is it good for? Absolutely nothin'!. Dopo due ore la festa è finita, nell'anello sottostante manager quarantenni hanno delle enormi pezze di sudore sotto le ascelle e l'espressione più felice da anni a queste parte. In fondo è proprio per questa abnorme e riuscita assemblea d'istituto che hanno sborsato i 60 e passa euro del biglietto.

[foto flagello]

1 commenti:

SubliminalPop ha detto...

OT, ma non poi molto:

http://www.youtube.com/watch?v=n5SnYZcDVWI