lei è la cavallerizza assieme a Conan, l'interprete di se stessa ne "Il principe delle donne" o al massimo quella che si pappa una Citroen in quel famoso spot da incubo. E la musica? Quella degli mp3 alla rinfusa nell'hard disc, dei tanti pezzi disco in cui si muove sinuosa come se appunto lo stile fosse superiore alla sostanza. Invece le due cose vanno di pari passo, nel senso che senza l'uno anche l'altro lascia a desiderare, così il disco messo nel lettore con sufficenza diventa l'album più ascoltato da molte settimane a questa parte. Musica pop che si piega col procedere della scaletta fino al reggae, tutto fatto senza regole nè limitazioni, partecipando in maniera così libera e compatta da finire parecchi gradini più in alto del punto di partenza. Quasi tutte canzoni da 5 minuti, isolotti tropicali persino quando parlano di cannibali metropolitani o minacciano di brandire la parola come arma di distruzione di massa. In verità sono lacrime e sangue, le prime quelle di madre a sottitolare un brano il secondo quello di William nell'omonima canzone capace di resistere ben salda nonostante gli innumerevoli remix alcuni dei quali già dei classici istantanei. Grace ha smesso di spaventare, turbare e guardare oltre con quei suoi occhi spiritati forse volgendo lo sguardo più verso i suoi piedi o persino dentro la propria cassa toracica. Brutto a dirsi ma utilissimo a farsi.29.1.09
Grace Jones - Hurricane / Can't see where I run, no matter how far
lei è la cavallerizza assieme a Conan, l'interprete di se stessa ne "Il principe delle donne" o al massimo quella che si pappa una Citroen in quel famoso spot da incubo. E la musica? Quella degli mp3 alla rinfusa nell'hard disc, dei tanti pezzi disco in cui si muove sinuosa come se appunto lo stile fosse superiore alla sostanza. Invece le due cose vanno di pari passo, nel senso che senza l'uno anche l'altro lascia a desiderare, così il disco messo nel lettore con sufficenza diventa l'album più ascoltato da molte settimane a questa parte. Musica pop che si piega col procedere della scaletta fino al reggae, tutto fatto senza regole nè limitazioni, partecipando in maniera così libera e compatta da finire parecchi gradini più in alto del punto di partenza. Quasi tutte canzoni da 5 minuti, isolotti tropicali persino quando parlano di cannibali metropolitani o minacciano di brandire la parola come arma di distruzione di massa. In verità sono lacrime e sangue, le prime quelle di madre a sottitolare un brano il secondo quello di William nell'omonima canzone capace di resistere ben salda nonostante gli innumerevoli remix alcuni dei quali già dei classici istantanei. Grace ha smesso di spaventare, turbare e guardare oltre con quei suoi occhi spiritati forse volgendo lo sguardo più verso i suoi piedi o persino dentro la propria cassa toracica. Brutto a dirsi ma utilissimo a farsi.
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