30.6.09

Airys / Lasciamo a casa i soldi qualcun altro dovrà pagare al nostro posto

proviamo a far quadrare il cerchio, su questa ultima stagione di discografia italiana ma anche su Milano, che di questa industria vuole essere la capitale. Avevo trovato finalmente un nuovo personaggio da interpellare, nell'ambito di quella serie di interviste a personaggi della scena cittadina che in un modo o nell'altro ne rappresentano i volti più emblematici. Sirya, ma lo sapete già, ha di recente messo assieme un nuovo progetto chiamato Airys: musica elettronica con cantato in italiano sulla scia di produzioni del genere che mescolano suoni disco 80s ad un immaginario alla moda, piuttosto popolari all'estero come La Roux o Little Boots. Il tutto affonda profondamente le sue radici proprio a Milano che viene citata per nome nel primo singolo Esco, il cui tema e video sono esplicitamente dedicati alla vita notturna della città e la cui esclusiva è stata data a Diedlastnight, sito di fotografie di eventi che abbiamo già interpellato in passato. Le scrivo una prima volta, presentandomi e chiedendole un'intervista via mail che, al solito, verrà pubblicata interamente senza tagli o modifiche. Sirya mi risponde pochi minuti dopo così:

-----Messaggio originale-----
Da: syria [mailto:XXXX@syria.it]
Inviato: lunedì 18 maggio 2009 22.27
A: Andrea Girolami
Oggetto: Re: intervista blog
Ciao molto piacere, mandami pure le domande...sappi che io sono molto lenta nelle risposte , ma porto tutto a termine ; ) Cecilia Syria


le invio in giornata le domande, in linea con le altre interviste della serie, non compiacenti ma neppure neutre e genuflesse. Mi risponde di nuovo:

-----Messaggio originale-----
Da: syria [mailto:XXXX@syria.it]
Inviato: martedì 19 maggio 2009 11.52
A: Andrea Girolami
Oggetto: Re: R: intervista blog
Sara' un piacere risponderti...
Grazie
Cecilia Syria


Come si vede dalla mail era ormai il 19 maggio, è passato più di un mese e mezzo e accettata la dichiarata lentezza e due mail di sollecito senza risposta è purtroppo venuto il momento di tirare conclusioni autonome da quelle che potrebbero essere state le risposte. Nessuna polemica, non è materia interessante. Solo un antefatto che vuole servire a capire meglio le riflessioni sull'ultimo atto di un modo di progettare (musica, web, una carriera artistica) senza accettare una messa in discussione. Ancora una volta non si tratta di etica ma di produttività. La rete, ci spiegano gli analisti del mezzo, è una grande conversazione. Dialogo tra le parti: tra chi propone un contenuto e chi ne deve usufruire. Una logica che con l'avvento del 2.0 (qualunque cosa sia) si è estesa (o dovrebbe farlo) anche ai media tradizionali. Tanto più che un progetto come Airys proprio sulla rete si fonda, dall'appoggio richiesto ai precedenti siti che documentano il flusso della movida notturna fino ai blog che con artisti del genere tengono conversazioni giornaliere uploadandone il materiale, addirittura rielaborandolo nei casi più virtuosi. Ma questo succede all'estero, dove prima dell'arrivo di progetti come Airys ha già fatto in tempo a nascere e morire un fenomeno come la bloghouse, che se porta questo nome forse un motivo ci sarà. L'Italia, lo sappiamo, ha il suo fastidioso ritardo su ogni trend, cose che saremmo disposti ad accantonare se in cambio avessimo un prodotto musicale capace di competere con i modelli originali. Cosa che Airys non è. Ma come ho cercato di dimostrare con questo breve racconto personale il problema è più profondo, nè artistico (almeno non completamente) nè morale (argomento che lasciamo al vaticano a ai loro amici) ma strettamente mediatico e industriale, nel senso di vendite. Cosa può offrire un progetto musicale, con un budget alle spalle oltretutto, che dalla rete vorrebbe partire ma che con essa si rifiuta di parlare non rispondendo ad interviste come questa (utile online visto che non ne ho lette altre in nessun blog di rilievo), che cancella i commenti (negativi in massima parte) del post del blog con cui si presenta per la prima volta al pubblico, che riceve dalla rete un'accoglienza aggressiva ma argomentata forse a causa dell'evidente artificiosità della proposta musicale. Evito di inserire i link per non cadere nel solito salotto online a cui questo post non vuole essere esclusivamente diretto. Un fallimento sotto ogni punto di vista insomma, tale da non riuscire ad ammettere di esserlo, un sasso che cade in una foresta deserta e dunque non fa nessun rumore, neppure quello dei synth acidi ora tanto di moda. Magari è la prima volta che capitate su questo blog ma lasciatemi dire che scrivo con la morte nel cuore di chi ama la musica, specialmente quella italiana, che da anni ho lavorato per promuoverla, spingerla e documentarla scontrandomi però con l'incapacità del sistema di comprendere i propri errori, soprattutto nei rapporti con la rete, anche quando questi sono evidenti e madornali.
Infine le domande, quelle che avevo inviato a Sirya e a cui non ho avuto risposta: in un impeto di spirito duepuntoqualcosa invito chi se la sente a rispondere al suo posto con l'evidente clausola che non si tratta della persona per cui le domande erano state pensate. Piuttosto che lasciarle mute tanto vale che ciascuno dica la sua, finchè si può.

Cosa vuol dire per te essere "alla moda" oggi?

Nella tua parabola artistica sei passata da Sanremo ad un disco di cover di band indie. Fino alla nuova esperienza elettronica. C'è differenza tra un ambiente e l'altro? Se si quale

Tra i tuoi top friends di myspace ci sono Ladyhawke, La Roux, Peaches. Ti senti il corrispettivo italiano di progetti di questo tipo? Quali sono i tuoi dischi "di genere" di riferimento?

Il videoclip di Esco è formato quasi interamente da foto in successione nel tipico stile delle raccolte di immagini di serate da club. Cosa rappresenta per te questo immaginario? Come sei entrata a farne parte?

I protagonisti del video sono persone che frequenti anche nella vita reale? Con che criterio avete scelto i partecipanti?

Alla pubblicazione del video in molti ti hanno accusata (anche tra i commenti del clip su youtube, poi rimosso) di calvalcare una moda costruita a tavolino e scarsamente rappresentativa del resto della scena elettronica italiana. Come rispondi a queste accuse?

L'immagine che viene fuori dal video è di una scena cittadina molto attenta alla moda, estremamente curata, allegra e vitale. E' così che giudicheresti la vita notturna di Milano?

"Respiriamo Milano", "Noia non so cosa sia", sono frasi del testo di "Esco". Anche se si tratta di un brano volutamente spensierato trovo il tono piuttosto stridente in un momento in cui molti dei locali cittadini (Rolling Stone, Sottomarino Giallo, Plastic, Bitte poi riaperto a mezzo servizio etc) stanno chiudendo e in generale la politica del comune è piuttosto aggressiva. Cosa pensi della questione?

29 commenti:

brugo ha detto...

massimo supporto.


(...e un altro amore se ne va)

bollA ha detto...

bravo.

sei riuscito a metter giù in maniera seria e discorsiva quello che, quando mi son trovato davanti foto o il video di syria, son riuscito a liquidare in non più di venti parole. quasi tutte offese e bestemmie.

dario ha detto...

è una romana + trasferita ed esaltata a milano: un mix micidiale.

elleeffe ha detto...

Cristo, questo è giornalismo.

(vorrei poter rispondere alle domande ma da provinciale ex milanofilo ora milanofobo, e soprattutto da vecchio inacidito, mi sento troppo lontano dalla parte in causa).

Anonimo ha detto...

dopo le dieci domande di repubblica... le dieci domande di girolami!

ottimo post. airys fa veramente ridere... musica brutta produzione brutta lei pure alla fine non è sto granchè...

bebo ha detto...

"calvalcare una moda costruita a tavolino e scarsamente rappresentativa del resto della scena elettronica italiana"

Scarsamente rappresentativa della musica in linea di massima, ci mancava il prodottino del sistema-indie\hipster per dare conferma che il mondo musicale post-televisivo ora è capace di dar vita alla propria t-band.

Ma aldilà dei giudizi musicali su cui -come hai fatto anche tu- evito volentieri di dire la mia perchè lì il terreno è più che opinabile, rimane il fatto che è una scena autogeneratasi e che si mantiene facendo, almeno da quel che si capisce da bologna, specchio riflesso. La negazione di dialogo, le risposte non arrivate, i commenti cassati e la celebrazione di quel mondo lì coi baffi, la magliettina di un certo tipo e l'aria di essere finiti in mezzo ad un ciclone dopo due colpi di cassa dritta, è una strategia che finora il mondo indipendente aveva abolito per natura, fissandosi eticamente l'obiettivo di condividere e discutere sé stessi. Muoversi di fatto come può fare uno come Morgan, come un amico di Amici o qualche altro subumano, è andare oltre la -relativa- banalità del sangue e sudore. Si arriva, secondo me, per direttissima a riprodurre le dinamiche che un po' ci schifano e un po' ci fanno spugnettare che si seguono nella produzione di cultura su larga scala.
E non è una caso che sia Syria, che è partita facendo la teenager acqua e sapone a SanRemo, a guidare o quantomeno essere testimonial di questa trasformazione.

TS ha detto...

Come saprai caro Pischè Ayris non mi provoca alcun fremito: di fallimenti maldestri è pieno il mondo.

Però volevo dirti che la "morte nel cuore" la terrei per qualcosa di più serio. tipo uscire agli ottavi ai mondiali del 2010, o un tour dei Cannibal Corpse cancellato per raucedine.

Questo per dire: ci hai perso fin troppo tempo. Non c'è tutta 'sta differenza con la T-Band, se non che Fiammetta è carne più fresca.

elleeffe ha detto...

@bebo: (OT) lasciami stare i baffi, che li porto con orgoglio dal 2002 e malgrado gli hipster non li ho ancora tagliati.

a. ha detto...

bebo: stiamo arrivando al punto. Quando scrivo che non interessa far polemica è perchè la cosa interessante è proprio questa incapacità della musica italiana di rivolgersi a chi la compra davvero. Siamo divisi in maniera manichea tra chi vede X-Factor e chi va ai concerti, senza intersezione. Segno di un paese culturalmente immaturo dove il mercato non ha saputo creare un proprio terreno e continua a saltare di là (con una giusy ferreri e i suoi fiaschi) e di qua (con la miseria dell'indie che continua purtroppo a rimanere tale). Tanti sputano sull'NME (modello in declino tra l'altro) per noi italiani continua ad essere una chimera virtuosa.

TS: la differenza invece c'è: la t-band è un prodotto di solo immaginario che si fa discografico, Airys è uno discografico che vorrebbe creare un proprio immaginario. Finisce che si incontrano nel mezzo, cioè nel nulla più assoluto. Forse hai ragione non c'è differenza. La morta nel cuore era una paraculata retorica per non farsi tacciare di disfattismo, quello proprio non l'avrei sopportato.

TS ha detto...

Ho capito il tuo ragionamento ovviamente: non sono però d'accordo sul fatto che Airys voglia creare un proprio immaginario. Mi sembra più un caso di mungere alla bell'ecazzo una vacca magra e passata su un treno di qualche anno fa. Neanche di far soldi, per dire. Solo di fare la figa: e senza sapere come o meglio QUANDO. Che la vacuità assoluta sia il punto di partenza o quello d'arrivo poco mi interessa.

Quando alla "paraculata retorica" capisco anche lì: ma secondo me una roba come Airys non si merita nemmeno lo sforzo.

JR ha detto...

airis = morta nel cuore

gran testo quello del singolo, bravo giulio. mah

a. ha detto...

TS: quello "in it for the posa" è un problema di un po' tutta la musica italiana, spesso anche di quella indipendente, visto che tanto i soldi (per campare) non si fanno comunque e di questo passo non arriveranno neanche.
Il non sapere il PERCHE' del progetto è il limite di questo post senza risposte. Le domande cmq restano, magari qualcuno un giorno risponderà. Ma anche no.

accento svedese ha detto...

Una che è partita da Sanremo giovani con il peggior populist-pop non può cercare di rifarsi una verginità indie/electro solo perchè ha scoperto le pasticche giuste. A casa, che una come Syria è solo dannosa.
Quasi quasi rispondo sul serio io alle domande. Tra un mese e mezzo sono pronto e ti invio la risposta.

Anonimo ha detto...

le domande erano pallose.

Sirya è il primo generale di Nettuno a comparire nella serie: nel manga si reca a uccidere i Cavalieri di bronzo in gravi condizioni dopo il combattimento contro Gemini alle dodici case, ma incontra Toro che viene sconfitto e ferito nello scontro, in quanto il suono del flauto ha rubato al Gold Saint il 99% delle forze (nota: Aldebaran sembrava morto dopo questo scontro, ma invece risulta solo ferito, in quanto verrà ucciso durante la serie di Hades). Nell'anime invece si reca ad Asgard per punire Ilda di Polaris per non essere riuscita a sconfiggere i Cavalieri di Atena, ma viene fermato da Orion che si sacrifica per uccidere il Cavaliere invano.
Nei combattimenti nel Santuario marino di Nettuno viene sconfitto da Andromeda grazie al suo Cosmo immenso, in questa occasione nell'anime (almeno nella versione italiana) Andromeda si scopre che il generale degli abissi è stato maestro di Mime [1] da cui ha imparato le tecniche di battaglia tipiche dei cavalieri che adoperano il potere della musica. Sirya riesce a riprendersi e scopre la verità su Dragone del mare, il quale sta rivelando a Phoenix di essere lui l'artefice di quella guerra e non il dio Nettuno. Essendo fedele a Nettuno, Sirya decide di porre fine a quella guerra insensata e permette a Phoenix di distruggere la sua colonna e, risparmiando Kanon per sfregio, si allontana.
Alla fine della serie incontrerà nuovamente l'alter ego di Nettuno, Julian Kedives, nelle sembianze di uno studente di musica.
Tecniche [modifica]

Barriera circolare: Utilizzando il proprio flauto Sirya è in grado di creare una barriera difensiva.
Dolce Melodia del Flauto (Dead End Symphony) : Intona con il suo flauto dorato una melodia che attacca direttamente il cervello e indebolisce il cosmo e i cinque sensi dei suoi avversari.
Dolce Melodia di Requiem (Dead End Climax): Intona con il suo flauto dorato una melodia che attacca direttamente il cervello, l'ultima nota di questa melodia uccide l'avversario.

sobriety rocks

Anonimo ha detto...

qui c'e' un effetto differente rispetto alla "dolce melodia requiem"... gli ascoltatori sono uccisi alla prima nota. all'ultima non ci è ancora arrivato nessuno.

elleeffe ha detto...

Il non sapere il perché del progetto mi sa che è uno dei mali dei nostri tempi, non soltanto per ciò che riguarda la musica e non soltanto ciò che riguarda gli/le indipendenti.

Ok, è qualunquista ma a quest'ora non mi viene nulla di meglio.

ceci ha detto...

Io ho solo una domanda che vorrei aggiungere a quelle già fatte da Andrea, e giuro che è la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho visto il video:

- Ma Syria, quando va a fare la hipster e a far vedere le sue tette nuove in giro, la figlia a chi la lascia?o magari la porta con sé?

ceci

fuco ha detto...

- Ma Syria, quando va a fare la hipster e a far vedere le sue tette nuove in giro, la figlia a chi la lascia?o magari la porta con sé?

al produttore degli 883 (suo padre) grazie al quale la madre non ha ancora dovuto affrontare un corso di spillatura birra.

girolami, quando ci becchiamo in giro te ne racconto una sul personaggio in oggetto che non posso sbandierare ai quattro venti. ricordati.

brugo ha detto...

che poi non è che lei fosse proprio figlia di nessuno.

se proprio ne vogliamo parlare.

comunque, nella classifica dei commenti, vince Accento Svedese.

Gatto Nero ha detto...

Uff, letto tardi.
Altrimenti avrei commentato con un "Mamma, Syria non ha voluto giocare con me, è una stronza".
(Quindi lo faccio fuori tempo massimo)

bione ha detto...

prima di tutto ribadisco quello che ha detto Bolla, solo insulti per lei da parte mia...
poi provo a rispondere velocemente alle domande che sto venerdì recluso a studiare in casa in questa pausa studio non ho proprio niente da fare....
1. per me essere alla moda è cercare di imitare tutta quella scena che va di moda già da qualche anno e decretare la sua morte italianizzando il tutto (se poi ce ne fosse bisogno...)
2.a SanRemo la cocaina è tagliata meglio e te la offrono su un vassoio d'argento (letteralmente), quando fai quei dischi non ti si fila nessuno a parte le regazzine che saranno tue fan foreva, ora che sono electro (madò quanto mi piace sta parola...) beh ho ritrovata la cocaina, ma non sarà mai come quella di SanRemo.
3.Certo, cioè almeno ci provo no? ascolto tutto ciò che è alla moda e che conosci anche tu, pappapperopappappù.
4.gran figata, mi diverto tantissimo, far vedere le zinne rifatte poi mi da un gusto ( quasi come quando sento la parola electro..) beh la gente l'ho trovata per caso... dopotutto sono una milionaria che ha fatto i soldi vendendo merda che ora cerca di divertirsi andando in discoteca! quindi...a Milano sono tutti miei amici!
5.un pò a caso e un pò a caso
6.che?
7.assolutamente sì,cioè poi sotto ci sta tutto un becckeggraund più profondo filosofico dai...non te lo sto a spiegà! ce semo capiti..
8.ah si? non lo sapevo! a Milano non ce vivo manco più!

ecco scusate la lunghezza e l'eventuale noia
ah! p.s.: (as someone said) Syria Respirami l'ano!

Enrico ha detto...

Condivido tutte le critche espresse da te, ma le domande mi paiono un tantino provocatorie. Per quanto sciocca o superficiale, la signora Syria avrá capito che la prendevi per i fondelli nemmeno tanto velatamente, no?
Personalemtne credo fosse sbagliato rivolgere dette domande a lei; non sarebbe stato meglio indirizzarle ai suoi produttori/curatori, visto che é lei parte stessa del prodotto tanto criticato?
Ciao!

Gatto Nero ha detto...

Ok, extended version: c'è da dire che vedo tanta snobberia in questo post e nei commenti, tanta quanta nel video di Syria.
E mi chiedo quale sia la supposta differenza fra "voi" e lei che vi porta a guardarla dall'alto in basso.

Tutto qui.

bione ha detto...

beh la differenza probabilmente non esiste ma siamo tutti liberi di dir quello che pensiamo, soprattutto di sfogarci, quando vediamo ste... ste... bah
lasciam perdere ho già perso troppo tempo...
mi fa rabbia vedere che tutte le volte che c'è qualcosa di fico in Italia (mi riferisco alla serata and justice for all di ormai 2 anni fa :D ) viene immediatamente rovinato da ste figure che lo sdoganano...
che ce vuoi fare son così...

Gatto Nero ha detto...

Ma quindi il problema è lo _sdoganamento_?
Cioè, ci siamo ridotti al fatto che una cosa è figa solo se è d'elite?

Uh, che palle.

bione ha detto...

eh è un mio difetto... quindi un pò sì
la verità è che ogni mio motivo di odiarla è davvero contestabile, però il fatto rimane...
fino ad oggi non avevo mai commentato niente di più a qualsiasi post in giro contro di lei se non con un "Sirya vergognati" o "Sirya vergognati" ma stasera dopo aver letto il post di andrea e trovandomi davvero d'accordo con lui beh non ce l'ho più fatta....
in realtà mi sta sul cazzo che gente che si sbatte per far sta musica tipo che ne so Scuola Furano o boh puoi dire chi vuoi non se la caca nessuno e poi arriva sta mezza milionaria fa 2 foto ai magazzini mette su un tempo disco con un synth e un gin lemon e tutti a parlar di sta mongola...
a me sta sul cazzo!
e poi ripeto: non avevo niente da fare :)

bione ha detto...

p.s.:
in più: odio le tette rifatte

Gatto Nero ha detto...

Biò, ma infatti hai fatto bene a commentare.
C'è però che per una volta Syria ha beccato _perfettamente_ il target a cui voleva riferirsi.
Guardi il video e ci vedi quella Milano lì, quella dei Magazzini Generali e dell'House of Bordello al Plastic (oddio, non che la musica del Bordello sia simile a questa, ma la gente è simile).
Gente che si veste davvero a quel modo, ascolta davvero quella musica, si diverte davvero a quel modo. E non gliene frega niente di farsi problemi su originalità o meno, gli interessa divertirsi senza metterci la testa.

Quindi ecco, che c'è di contestabile nel progetto Ayris, stante queste premesse? Io credo nulla. Rispetta quello che promette.

Temo che però la paura sia un'altra. Come dicevo, il limite fra "voi" (è un concetto relativo, ma avete capito benissimo cosa intendo) e gli hipster fighetti dei Magazzini è molto labile. Molto, molto labile. E quindi, più che odiare Syria e tutto st'ambaradan... in realtà odiate quello che potreste essere, o quello che temete di essere.

bione ha detto...

vabbuò a me non me ne frega niente se sono come quelli dei magazzi... proprio na fava
anche perchè ci son stato, mi son divertito, son stato bene, buggedout compreso.
l'importante è che se mi metto ad ascoltare Airys qualcuno vi prego mi spari!
buona notte