l'esistenza di un video come quello linkato qui sotto ha dato il via ad una serie di ragionamenti su come la figura del musicista sia recepita in Italia. Cosa spinge l'industria discografia a rappresentare il panorama musicale come la semplice vita di un gruppo fatto in scatola, inoffensivo e assolutamente non propositivo dal punto di vista musicale? Dove sono finiti i musicisti che caricano e scaricano gli strumenti dal furgone, dormono su divani e non hanno come primo pensiero quello di "lavorare il proprio prodotto" come novelli rappresentanti di Publitalia80? Sono stati cancellati, almeno dalla comunicazione di massa che sembra accettare questo tipo di rappresentazione, troppo rude forse, sicuramente distante da un'idea malata di rock&roll che in Italia vive una doppia anomalia passando obbligatoriamente attraverso il filtro dello schermo televisivo. L'esempio lampante lo abbiamo davanti agli occhi: "Come suonano i sogni" è la nuova campagna Tim girata da Gabriele Muccino. Mini episodi di una finta storia che racconta la formazione e il successivo tour di un piccolo gruppo, la T-Band. Viaggiano a bordo di un classico furgoncino Volkswagen (e qui lo stereotipo è quello dei genitori che dovranno tirare fuori i soldi per comprare il cellulare ai loro figli) senza attrezzature, amplificazioni o altro perchè per suonare basta il talento e la passione ed essere un gruppo di amici guasconi. Non hanno un tour ben definito: basta presentarsi al locale e chiedere di suonare o continuare a girare nei dintorni per trovare qualche gestore compiacente. Nei ritagli di tempo si va in spiaggia ad improvvisare (ancora una volta) la cover di "Con te partirò" di Bocelli, canzone che suonata davvero sul palco di un pub provocherebbe facilmente lancio di boccali di birra. Lasciamo perdere Fiammetta poi, la tastierista gnocca che suona senza aver mai provato o il tipo di colore che resta muto spot dopo spot, convitato di pietra sacrificato all'altare del politically correct. "Ma è una favola" direte voi, sbagliando però. La T-Band esiste davvero dal momento in cui il loro singolo è stato realmente commercializzato dalla Sugar (diretta dalla Caselli di cui ricordiamo queste recenti dichiarazioni) ed entrato nell'ariplay radiofonico, così come esiste un vero myspace di Fiammetta che ironicamente ha tra i suoi top friends Minnies e Beatrice Antolini, come salire sulle spalle della realtà per proiettarne un'altra idealmente più utile a produrre fatturato. Sarebbe una semplice operazione di marketing se appunto la guardassimo slegata dal video del post precedente, un clip in cui la FIMI dovendo scegliere come raccontare se stessa e i suoi soci decide di farlo quasi rubando la filosofia dello stop Tim, con la stessa grana espressiva. Ecco dunque che la realtà imita la pubblicità e che per salvare i lavoratori dal licenziamento (quelli veri, quelli a progetto sfruttati fino al midollo, i tanti amici delle piccole e grandi case discografiche) si usano come ostaggi personaggi di fantasia: Marco, Luca, Alan, Fiammetta e il suo ottimo bikini.29.6.09
Con te partirò / su navi per mari / che io lo so / non esistono più
l'esistenza di un video come quello linkato qui sotto ha dato il via ad una serie di ragionamenti su come la figura del musicista sia recepita in Italia. Cosa spinge l'industria discografia a rappresentare il panorama musicale come la semplice vita di un gruppo fatto in scatola, inoffensivo e assolutamente non propositivo dal punto di vista musicale? Dove sono finiti i musicisti che caricano e scaricano gli strumenti dal furgone, dormono su divani e non hanno come primo pensiero quello di "lavorare il proprio prodotto" come novelli rappresentanti di Publitalia80? Sono stati cancellati, almeno dalla comunicazione di massa che sembra accettare questo tipo di rappresentazione, troppo rude forse, sicuramente distante da un'idea malata di rock&roll che in Italia vive una doppia anomalia passando obbligatoriamente attraverso il filtro dello schermo televisivo. L'esempio lampante lo abbiamo davanti agli occhi: "Come suonano i sogni" è la nuova campagna Tim girata da Gabriele Muccino. Mini episodi di una finta storia che racconta la formazione e il successivo tour di un piccolo gruppo, la T-Band. Viaggiano a bordo di un classico furgoncino Volkswagen (e qui lo stereotipo è quello dei genitori che dovranno tirare fuori i soldi per comprare il cellulare ai loro figli) senza attrezzature, amplificazioni o altro perchè per suonare basta il talento e la passione ed essere un gruppo di amici guasconi. Non hanno un tour ben definito: basta presentarsi al locale e chiedere di suonare o continuare a girare nei dintorni per trovare qualche gestore compiacente. Nei ritagli di tempo si va in spiaggia ad improvvisare (ancora una volta) la cover di "Con te partirò" di Bocelli, canzone che suonata davvero sul palco di un pub provocherebbe facilmente lancio di boccali di birra. Lasciamo perdere Fiammetta poi, la tastierista gnocca che suona senza aver mai provato o il tipo di colore che resta muto spot dopo spot, convitato di pietra sacrificato all'altare del politically correct. "Ma è una favola" direte voi, sbagliando però. La T-Band esiste davvero dal momento in cui il loro singolo è stato realmente commercializzato dalla Sugar (diretta dalla Caselli di cui ricordiamo queste recenti dichiarazioni) ed entrato nell'ariplay radiofonico, così come esiste un vero myspace di Fiammetta che ironicamente ha tra i suoi top friends Minnies e Beatrice Antolini, come salire sulle spalle della realtà per proiettarne un'altra idealmente più utile a produrre fatturato. Sarebbe una semplice operazione di marketing se appunto la guardassimo slegata dal video del post precedente, un clip in cui la FIMI dovendo scegliere come raccontare se stessa e i suoi soci decide di farlo quasi rubando la filosofia dello stop Tim, con la stessa grana espressiva. Ecco dunque che la realtà imita la pubblicità e che per salvare i lavoratori dal licenziamento (quelli veri, quelli a progetto sfruttati fino al midollo, i tanti amici delle piccole e grandi case discografiche) si usano come ostaggi personaggi di fantasia: Marco, Luca, Alan, Fiammetta e il suo ottimo bikini.
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15 commenti:
Tutto sommato è l'ennsimo segno dello scollamento, quanto a immaginario ma forse anche rispetto a tutto il resto, fra pubblico televisivo e resto del mondo, gente che si informa con il Tg1 o Striscia e gente che su sta su Internet non necessariamente per poker, figa e suonerie.
È un luogo comune in fila all'altro e ti ringrazio per aver scritto queste cose che ho pensato pari pari dopo averli visti, ieri dirsi "vediamo il lato positivo delle cose, adesso chiamiamo un altro locale e andiamo a suonarci". Ma cazzo.
E poi il pulmino VW non si può vedere.
bottom line: le minne's di fiammetta
come persona che sta costruendo con altri un'etichetta, mi sento abbastanza offeso da questo spot che fa rientrare nell'immaginario solo segnali falsi sull'industria, segnali frutto di quanto c'è di peggio in questo paese.
ciao
z
questo spot e questo articolo riassumono benissimo alcuni dei problemi della musica in italia, ovvero:
.arrivismo
.dominio delle cover band
.ricerca del tormentone e non della qualità
detto questo, complimenti, gran bell'analisi!
a presto, astronautazine
non è una questione etica ma produttiva. questo modello bastone-carota non funziona più, per un gruppo così creato che funziona a livello di massa altri 1000 sono soldi buttati e anche nel caso fortunato è dai tempi di tiziano ferro che nessuno resiste più di una stagione. davanti alla crisi del mercato (dei mercati) invece di cambiare modello (20 anni di ritardo ma meglio tardi che mai) ci si ostina ad andare controcorrente. per poi lamentarsi del download illegale. problema soprattutto italiano cmq.
Viene comunque il sospetto che queste pubblicità, come il pulmino, abbiano come target chi i soldi li mette, ovvero i genitori lontani milioni di chilometri dalla realtà, che certo non si scompongono se vedono questi viaggiare su un camioncino vuoto ed essere sempre puliti e rilassati nel loro su e giù.
Un diciotto-ventenne che abbia un briciolo di confidenza con l' "andare a suonare in giro" penso si renda conto che è pura fantascienza.
Comunque occhio che c'è anche Valentina, l'ex di uno dei tre pifferi, ora di agosto ne vedremo delle belle.
Non ho parole.
solo parolacce.
Mi fal o stesso effetto di vedere quella tizia che "mette i dischi" a colorado cafè.
Se è passata l'idea nello scorso decennio che di far il dj siamo buoni tutti (e ora i dj chiavetta sono realtà e concorrenza) non mi preoccupo più di niente.
Vedere quattro pettinatissimi che se ne vanno a spasso a chiedere l'elemosina come se fosse quello il "mestiere" del musicista è raccapricciante, pensare che che possa esistere qualcuno che ci crede è fuori da ogni logica di comprensione. Come di elleffe mi sa che quelli che ci cascano di più sono i genitori o quei 150 che sono andati a vedersi giusy ferreri all'estragon.
Se ci fosse la droga e una minorenne incinta sarebbe un tvshow americano, c'è una band che suona con le chitarre midi e questo da la misura dell'italianità granitica del prodotto.
Comunque che ci sia Muccino dietro a tutto questo spiega un milione di cose. Muccino che guarda il mondo da un oblò mentre elisabetta canalis sotto gli fa un pompino, dai porca troia che tristezza.
E' roba da chiamare i marines per un'altra Desert Storm, 19 anni dopo. Salvate l'Italia e gli italiani, siamo alla merda e si vede anche da pubblicità come questa.
Che orrore. Che orrore... Gabriele Muccino andrebbe spellato , vivo , poi cosparso di sale. Ma lentamente. Lentamente.
Un pizzico di sale ogni mezzora , uno pizzico per ogni Euro sui suoi conti correnti.
E suo fratello non dovrebbe fare una fine tanto migliore , attore non-attore , "fratello di". Incapace.
ma vogliamo parlare di questo??
http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=55945323
no meglio di no..
Come detto, questa merda (ed è una goccia in un "bel" mare rifornito) rappresenta bene lo stato dell'orrido e dell'antiestetico che ci pervade in ogni forma ed in cui l'Italia affonda. D'altronde non mi meraviglia l'operazione della Caselli, che ha tentato di relegare Giuni Russo al commerciale ostracizzandola, che ha prodotto i Gazosa (qualcuno li ricorda ?), autori della più orrenda canzone mai scritta (www mi piaci tu); la quale non produce musica commerciale bensì merda plastificata in note al gusto di paraffina.
Bella la recensione, la stessa cosa che pensavo io. Tra l'altro, come scritto, immaginare che una rock band si esibisca con il testo "con te partirò" e non faccia poi da tiro a segno di bottiglie di birra da parte del pubblico è alquanto inverosimile.
Che Muccino sia un regista la dice lunga. Peccato che le miniere del Sulcis abbiano chiuso i battenti, perché i 2 fratelli avrebbero fatto la loro porca figura col piccone in mano.
La T-Band esiste davvero beh... ditemi date e luoghi del tour perché fra poco arriva il tempo della raccolta dei pomodori e le casse di quelli marci abbonderanno :-)
La tizia che mette i dischi a Colorado è Isa B e fa quel lavoro da molti anni. Mi sembra un po'ingeneroso paragonarla a sti quattro sfigati.
Per prima cosa il nuovo spot va a gonfie vele,per seconda cosa perfezionate la r a Fiammetta e terza cosa: siete fichissimi!Tanti auguri da Edward.
IHUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
perchè i frocio hotel sono meglio? ahahahhaahhahah
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