Non c'è nessuna voglia di celebrazioni. E' la prima cosa che ci diciamo con Daniele e Paola di Homesleep. Eppure quando muore qualcuno, anche fosse il gatto, gli si fa una tomba, magari in giardino, e si resta lì qualche minuto a ripensare ai bei momenti passati assieme. Elaborazione del lutto o romanticismo che sia questa chiacchierata nasce proprio dalla necessità di dare un volto alla chiusura di quella che è stata sicuramente la più importante etichetta musicale indipendente italiana degli ultimi anni. Un po' come con Michael Jackson anche per la Homesleep il passaggio ad una nuova dimensione era da tempo nell'aria: diradate le uscite si erano anche un po' perse le tracce del progetto. Il perchè e percome di tutto questo ce lo spiega appunto Daniele Rumori (nella foto qui a destra che arringa i suoi artisti vestiti di pelliccia) tra i fondatori dell'etichetta, involontario uomo immagine della stessa e principale visionario di un progetto che ci ha regalato musica stupenda: Yuppie Flu, Giardini Di Mirò, Julie's Haircut, Cut, Fuck, Midwest e tanti altri ancora. Era tutto nascosto nelle vie delle nostre province e per la prima volta ci ha fatto sentire davvero cittadini di un mondo improvvisamente più vicino.Homesleep ha finito la sua corsa allora?
Sì, ma non è un dramma. Almeno non lo è per noi. E' stata un'esperienza importante, durata quasi 10 anni, che ci ha dato tanto.
La fine era inevitabile, il mercato musicale in questi ultimi anni è completamente cambiato, i dischi non si vendono più e per sopravvivere bisogna inventarsi tante cose nuove. Ma non voglio essere frainteso, la questione non è economica. Non abbiamo mai guadagnato soldi con Homesleep, potevamo continuare a fare dischi come hobby, magari con meno continuità. Il fatto è che avere un'etichetta oggi è diventato qualcosa di completamente diverso rispetto a quando abbiamo iniziato. Potevamo adattarci a come vanno le cose adesso, ma ci sono mancati gli stimoli... fondamentalmente siamo dei vecchi caproni e abbiamo preferito smettere piuttosto che snaturarci.
Perché la più importante etichetta indipendente italiana degli ultimi anni ha le sue radiciad Ancona, un posto lontano da tutto e dove notoriamente non c'è mai un cazzo?
Perchè quando vivi in provincia pensi sempre che, per citare i Grandaddy, "everything beautiful is far away...".
Così l'unico modo per vivere una passione come la musica in epoca pre-internet era divorare riviste musicali e fantasticare tutti insieme sulle vite delle nostre bands preferite, su concerti che non avremmo mai potuto vedere, su testi di canzoni che a volte non comprendevamo completamente... ci voleva quindi una grande passione, quella dei sognatori. e poi anche un po' di sana ingenuità provinciale visto che abbiamo iniziato senza sapere assolutamente niente su come funzionava le promozione, la distribuzione, la stampa...
Devo dire comunque che la nostra provenienza ha sempre caratterizzato il nostro modo di lavorare: da buoni anconetani siamo sempre stati dei burberi, ma una volta superata la diffidenza abbiamo sempre dato tutto per le persone con cui abbiamo vissuto questa esperienza.
Bologna per qualche anno è stata la capitale di una certa musica rock, il Covo il suo tempio. Poi cosa è successo?
E' successo che sono passati gli anni e così chi una volta faceva chilometri per andare a vedere gruppi come i Pavement oggi ha famiglia, lavoro, responsabilità, e magari non riesce ad andare a sentire Jason Lytle al Covo anche se abita a 5 minuti di auto da Viale Zagabria 1.
Il Covo rimane il tempio della musica indipendente, ma naturalmente guarda al gusto di chi oggi ha 20 anni ed esce tutti i weekend, non di chi ha superato i 30. Quindi oggi è più facile che il Covo si riempia per bands come Kap Bambino che per il cantante dei Grandaddy!
La volta che vi siete detti "questa l'abbiamo imbroccata di brutto" e l'errore più grande della storia Homesleep
Ho pensato che l'avevamo imbroccata di brutto quando gli Yuppie Flu firmarono con Rough Trade Publishing. Ricordo la trattativa iniziale alle 2 del mattino in uno chalet dell' All Tomorrow's Party del 2001. Dopo che ci stringemmo la mano ho telefonato ai ragazzi in italia e mi sono preso una sbronza indimenticabile.
Gli errori sono stati tantissimi, potessimo tornare indietro probabilmente faremmo quasi tutto in maniera differente. Dal punto di vista musicale penso sia stato non pubblicare "Fear Yourself" di Daniel Jonhston per l'Italia... avevamo questa opportunità ma non ce la siamo sentita per una serie di questioni tecniche e di tempistiche. Non so quanto abbia venduto poi quel disco, ma non averlo realizzato è stato davvero un errore visto che si tratta di un capolavoro assoluto.
La volta che hai pensato "è fatta" e quella in cui "ma chi me lo fa fare?"
Homesleep è stata l'etichetta delle occasioni perse, quasi mai per colpa nostra... il treno ci è passato vicino parecchie volte, noi eravamo lì pronti a salirci ma alla fine non si è mai fermato. Quindi non ho mai pensato "è fatta", ma sempre "è quasi fatta". L'episodio più clamoroso è stato quando un'agenzia pubblicitaria ci contattò per comprare i diritti di una canzone e l'idea di un video per la campagna europea di una nota casa automobilistica italiana: settimane di trattative e poi l'accordo ad una cifra che ci avrebbe garantito sopravvivenza dell'etichetta per 6/7 anni. Naturalmente appena firmato il pre-contratto la casa automobilistica decise di affidarsi per la prima volta dopo dieci anni ad un'altra agenzia...
"Ma chi me lo fa fare?" l'ho pensato un sacco di volte, una in particolare un paio di anni fa: un gruppo straniero che con noi ha venduto e suonato come mai prima in Italia e con cui il rapporto era diventato di amicizia ci scrisse per esprimere la delusione sul dato delle vendite. per inciso, avevano venduto qualcosa come 800 copie del loro album, in un'epoca in cui alcune bands italiane con il triplo di attenzione da parte della stampa ne vendevano poco più di 500.
Ci raccontate un breve aneddoto legato a questi quattro dischi?
Yuppie Flu - Days Before The Day:
Questo è il disco che non avremmo voluto fare noi... c'erano in corso delle trattative con XL recordings che aveva già pubblicato un singolo degli Yuppies ed eravamo davvero vicini alla realizzazione di un sogno. Ma come al solito nella storia di Homesleep qualcosa andò storto, quindi alla fine decidemmo di farlo uscire noi. Ricordo una giornata a casa di Francesco degli Yuppie Flu in cui ci arrivò la botta della notizia del mancato accordo e il momento subito dopo in cui iniziammo a lavorare per farlo noi. me lo ricordo come un giorno drammatico ma in cui, come al solito, Matteo, Francesco ed io ci facemmo un sacco di risate... siamo quelli che ridono sempre per non piangere.
El Muniria - Stanza 218:
è stato un disco importantissimo, molto sofferto e su cui è stato bellissimo lavorare. Purtroppo non ha avuto il riscontro che meritava, io credo ancora che si tratti di uno dei migliori dischi realizzati in italia negli ultimi 10 anni. Il ricordo è legato alla festa di presentazione del disco al Covo, dove il gruppo si esibì dal vivo per la prima volta. Uno dei momenti più emozionanti della mia vita, perchè quello degli El Muniria sembrava un disco maledetto, sembrava impossibile riuscire a finirlo visto che ogni giorno capitava una sfiga nuova. poi alla fine ce l'abbiamo fatta e per la prima volta mi sono commosso per un concerto.
Giardini Di Mirò - Punk Not Diet:
Ricordo quando Corrado arrivò al vecchio ufficio per portarci il master definitivo del disco. Andammo ad ascoltarlo dentro la sua macchina per sentire come suonava in un'autoradio. passammo praticamente tutto il tempo della durata dell'album in silenzio. Dentro di me pensavo che i GDM erano dei geni e dei pazzi a fare un disco del genere dopo "Rise And Fall".
Amor Fou - La stagione del cannibale:
Una sera in auto ascolto su Radio DeeJay un brano in italiano. rimango folgorato e penso che se ci fosse arrivato un demo così allora sì che sarebbe stato il caso di fare un disco in italiano. Finisce il brano e Bertallot dice che questo gruppo si chiama Amor Fou... Non avevamo ancora deciso se pubblicare o no questo album anche se ci eravamo già fatti contagiare dall'entusiasmo di Ale Raina. Quel brano, che non avevo ancora sentito, mi convinse definitivamente. Ricordo di aver subito mandato un sms a Paola (Parenti, una delle altre anime Homesleep NDR) per dirle che dovevamo assolutamente fare noi quel disco!
Parlando di massimi sistemi: in italia è possibile condurre un etichetta indipendente o è una missione impossibile?
Se si pensa all'etichetta classica, che ha un suo equilibrio economico e che porta uno stipendio a chi ci lavora, oggi come oggi è impossibile.
Sia per ragioni legate alla situazione generale del mercato, sia per una questione culturale.
Cosa vi ha lasciato questa esperienza?
Intendo a livello umano più che professionale
Tanto. Prima di tutto la consapevolezza che nella vita bisogna sempre seguire i propri sogni con determinazione, senza paura degli ostacoli che ci si trova davanti. Purtroppo non sono arrivate le soddisfazioni economiche, ma di certo abbiamo raggiunto dei traguardi impensabili quando abbiamo iniziato. Poi un sacco di amici conosciuti grazie ad homesleep, molti dei quali immagino rimarranno tali per il resto della mia vita.
I Pavement sono uno dei gruppi guida della Homesleep, avete persino pubblicato un'enorme compilation di cover, è un caso che la vostra avventura finisca nell'anno in cui la band si riforma?
Non ci avevo pensato, obiettivamente si tratta di una cosa a suo modo molto romantica. Non avrei scommesso su una reunion dei Pavement... a questo punto non escludo una reunion di homesleep prima o poi eh eh...
Ora cosa farete tutti?
Adesso io avrò un po' più di tempo per coronare il mio sogno di diventare un tennista professionista e continuerò, finchè dura, ad organizzare concerti.
[foto Beatrice, molto tempo fa]
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