proviamo a far quadrare il cerchio, su questa ultima stagione di discografia italiana ma anche su Milano, che di questa industria vuole essere la capitale. Avevo trovato finalmente un nuovo personaggio da interpellare, nell'ambito di quella serie di interviste a personaggi della scena cittadina che in un modo o nell'altro ne rappresentano i volti più emblematici. Sirya, ma lo sapete già, ha di recente messo assieme un nuovo progetto chiamato Airys: musica elettronica con cantato in italiano sulla scia di produzioni del genere che mescolano suoni disco 80s ad un immaginario alla moda, piuttosto popolari all'estero come La Roux o Little Boots. Il tutto affonda profondamente le sue radici proprio a Milano che viene citata per nome nel primo singolo Esco, il cui tema e video sono esplicitamente dedicati alla vita notturna della città e la cui esclusiva è stata data a Diedlastnight, sito di fotografie di eventi che abbiamo già interpellato in passato. Le scrivo una prima volta, presentandomi e chiedendole un'intervista via mail che, al solito, verrà pubblicata interamente senza tagli o modifiche. Sirya mi risponde pochi minuti dopo così:-----Messaggio originale-----
Da: syria [mailto:XXXX@syria.it]
Inviato: lunedì 18 maggio 2009 22.27
A: Andrea Girolami
Oggetto: Re: intervista blog
Ciao molto piacere, mandami pure le domande...sappi che io sono molto lenta nelle risposte , ma porto tutto a termine ; ) Cecilia Syria
le invio in giornata le domande, in linea con le altre interviste della serie, non compiacenti ma neppure neutre e genuflesse. Mi risponde di nuovo:
-----Messaggio originale-----
Da: syria [mailto:XXXX@syria.it]
Inviato: martedì 19 maggio 2009 11.52
A: Andrea Girolami
Oggetto: Re: R: intervista blog
Sara' un piacere risponderti...
Grazie
Cecilia Syria
Come si vede dalla mail era ormai il 19 maggio, è passato più di un mese e mezzo e accettata la dichiarata lentezza e due mail di sollecito senza risposta è purtroppo venuto il momento di tirare conclusioni autonome da quelle che potrebbero essere state le risposte. Nessuna polemica, non è materia interessante. Solo un antefatto che vuole servire a capire meglio le riflessioni sull'ultimo atto di un modo di progettare (musica, web, una carriera artistica) senza accettare una messa in discussione. Ancora una volta non si tratta di etica ma di produttività. La rete, ci spiegano gli analisti del mezzo, è una grande conversazione. Dialogo tra le parti: tra chi propone un contenuto e chi ne deve usufruire. Una logica che con l'avvento del 2.0 (qualunque cosa sia) si è estesa (o dovrebbe farlo) anche ai media tradizionali. Tanto più che un progetto come Airys proprio sulla rete si fonda, dall'appoggio richiesto ai precedenti siti che documentano il flusso della movida notturna fino ai blog che con artisti del genere tengono conversazioni giornaliere uploadandone il materiale, addirittura rielaborandolo nei casi più virtuosi. Ma questo succede all'estero, dove prima dell'arrivo di progetti come Airys ha già fatto in tempo a nascere e morire un fenomeno come la bloghouse, che se porta questo nome forse un motivo ci sarà. L'Italia, lo sappiamo, ha il suo fastidioso ritardo su ogni trend, cose che saremmo disposti ad accantonare se in cambio avessimo un prodotto musicale capace di competere con i modelli originali. Cosa che Airys non è. Ma come ho cercato di dimostrare con questo breve racconto personale il problema è più profondo, nè artistico (almeno non completamente) nè morale (argomento che lasciamo al vaticano a ai loro amici) ma strettamente mediatico e industriale, nel senso di vendite. Cosa può offrire un progetto musicale, con un budget alle spalle oltretutto, che dalla rete vorrebbe partire ma che con essa si rifiuta di parlare non rispondendo ad interviste come questa (utile online visto che non ne ho lette altre in nessun blog di rilievo), che cancella i commenti (negativi in massima parte) del post del blog con cui si presenta per la prima volta al pubblico, che riceve dalla rete un'accoglienza aggressiva ma argomentata forse a causa dell'evidente artificiosità della proposta musicale. Evito di inserire i link per non cadere nel solito salotto online a cui questo post non vuole essere esclusivamente diretto. Un fallimento sotto ogni punto di vista insomma, tale da non riuscire ad ammettere di esserlo, un sasso che cade in una foresta deserta e dunque non fa nessun rumore, neppure quello dei synth acidi ora tanto di moda. Magari è la prima volta che capitate su questo blog ma lasciatemi dire che scrivo con la morte nel cuore di chi ama la musica, specialmente quella italiana, che da anni ho lavorato per promuoverla, spingerla e documentarla scontrandomi però con l'incapacità del sistema di comprendere i propri errori, soprattutto nei rapporti con la rete, anche quando questi sono evidenti e madornali.
Infine le domande, quelle che avevo inviato a Sirya e a cui non ho avuto risposta: in un impeto di spirito duepuntoqualcosa invito chi se la sente a rispondere al suo posto con l'evidente clausola che non si tratta della persona per cui le domande erano state pensate. Piuttosto che lasciarle mute tanto vale che ciascuno dica la sua, finchè si può.
Cosa vuol dire per te essere "alla moda" oggi?
Nella tua parabola artistica sei passata da Sanremo ad un disco di cover di band indie. Fino alla nuova esperienza elettronica. C'è differenza tra un ambiente e l'altro? Se si quale
Tra i tuoi top friends di myspace ci sono Ladyhawke, La Roux, Peaches. Ti senti il corrispettivo italiano di progetti di questo tipo? Quali sono i tuoi dischi "di genere" di riferimento?
Il videoclip di Esco è formato quasi interamente da foto in successione nel tipico stile delle raccolte di immagini di serate da club. Cosa rappresenta per te questo immaginario? Come sei entrata a farne parte?
I protagonisti del video sono persone che frequenti anche nella vita reale? Con che criterio avete scelto i partecipanti?
Alla pubblicazione del video in molti ti hanno accusata (anche tra i commenti del clip su youtube, poi rimosso) di calvalcare una moda costruita a tavolino e scarsamente rappresentativa del resto della scena elettronica italiana. Come rispondi a queste accuse?
L'immagine che viene fuori dal video è di una scena cittadina molto attenta alla moda, estremamente curata, allegra e vitale. E' così che giudicheresti la vita notturna di Milano?
"Respiriamo Milano", "Noia non so cosa sia", sono frasi del testo di "Esco". Anche se si tratta di un brano volutamente spensierato trovo il tono piuttosto stridente in un momento in cui molti dei locali cittadini (Rolling Stone, Sottomarino Giallo, Plastic, Bitte poi riaperto a mezzo servizio etc) stanno chiudendo e in generale la politica del comune è piuttosto aggressiva. Cosa pensi della questione?


