30.12.09
Dorian Concept / We spies, oh yeah we slow hands
così al volo il produttore austriaco Dorian Concept lo inserirei nella schiera dei musicisti elettronici post-burial. Non so se questa categoria esista davvero o se abbia il minimo senso ma una certa attitudine a produrre pezzi da ascolto, adatti per il dancefloor e al tempo stesso intensamente emotivi mi sembra essere ri-partita solo recentemente. Lui assieme ad un altro pischello miracoloso come Joy Orbison, che comunque deve ancora dimostrare tutta la propria solidità. Tornando a Dorian Concept ancora più impressionante della sua musica è la tecnica che vi infonde dentro. Potrebbero sembrare sample impazziti presi chissà dove o sequenze create con i preset di qualche software e invece è solo uno strumento in plastica e circuiti nelle mani giuste. Mani molto veloci e molto abili, vedere per credere.
Footprints in Snow
si è da poco conclusa la nuova edizione del festival di musica elettronica Control+C. Anche a questo giro l'ho perso, me ne dispiaccio perchè a vedere le stupende foto che lo raccontano sembra esser stato particolarmente bello.[foto Mattia Santini]
28.12.09
Record Club - Songs Of Leonard Cohen / L'artista cometa
Beck l'outsider, poi l'autore. Adesso è il momento dell'artista cometa. Cosa vuol dire: il suo ultimo progetto denominato Record Club lo spiega meglio di qualunque altra cosa. Riunirsi assieme ad amici musicisti per riscrivere in maniera improvvisata pezzi di storia della musica. Tutto è portato alle estreme conseguenze di una apparente casualità mentre invece il quadro complessivo ha un senso perfetto. Da un lato ci sono gli asteroidi ovvero gli assistenti a lui in qualche modo assimilabili (MGMT, Feist, Jamie Lidell etc), anche solo per il fatto di aver accettato l'invito a collaborare, un implicito riconoscimento dell'influenza del musicista sulle loro carriere. Dall'altro c'è la scia seminata nei dischi che ha scelto di reinterpretare. Un inizio filologico con i Velvet Underground (l'indie inizia qui) per poi attraversare i territori del cantautorato (Cohen già frequentato ai tempi di Sea Change) e ora la bassa fedeltà di Skip Spence, quasi un processo a ritroso fino agli esordi del Beck menestrello dei 90 quando pubblicava album che sembravano (allora si) registrati in uno scantinato in una manciata d'ore. E tutto questo senza nè scendere al piano della musica (bella, lontana da qualunque paura nei confronti degli originali) o dell'operazione multimediale per cui a fronte di un semplice rapporto amicale-carismatico (Beck e i suoi discepoli) e il noleggio di uno studio di registrazione per qualche ora si ha come risultato finale un qualcosa decisamente superiore alla somma delle parti. Utile tra l'altro a tenere il suo nome (di Beck, sempre lui) sulla bocca della marea di navigatori mai sazi di novità ma che ugualmente non riescono a tenere il passo del meteorite.22.12.09
Wired.it #2
Il reality sbarca sul web
Per ora Hulu è disponibile solamente negli stati uniti ma sono in molti ad aspettare con ansia il suo esordio su scala mondiale. Intanto la più grande innovazione del sito statunitense è l'imminente sviluppo di un primo format originale dal titolo If I Can Dream (continua)
Proibito cantare sotto la doccia?
Vi piace cantare sotto la doccia? Al momento di usare lo shampoo vi sentite dei campioni degni di andare a Sanremo? Forse è arrivato il momento di stare attenti (continua)
Per ora Hulu è disponibile solamente negli stati uniti ma sono in molti ad aspettare con ansia il suo esordio su scala mondiale. Intanto la più grande innovazione del sito statunitense è l'imminente sviluppo di un primo format originale dal titolo If I Can Dream (continua)
Proibito cantare sotto la doccia?
Vi piace cantare sotto la doccia? Al momento di usare lo shampoo vi sentite dei campioni degni di andare a Sanremo? Forse è arrivato il momento di stare attenti (continua)
21.12.09
Assomigli a tutti noi, sei furbo e birichin / e perciò noi gridiam, viva Topolin!

quella qui sopra è un'immagine dal nuovo video di Rihanna: Hard. Qualcuno ha commentato: "la guerra non è mai stata così sexy", in verità oggi che i soldati americani continuano a cadere come burattini in medio oriente il tutto si tinge di un sapore profondamente politically uncorrect, quasi pulp direi. Anche questo è show biz, compreso l'omaggio al topolino-battagliero che ci riporta direttamente al compianto Full Metal Jacket inserito dalla regista Melina come se nulla fosse tra una coscia e una tetta in bella vista. Ancora una volta la realtà si complica invece che semplificarsi, per questo ci piace, oltre che per tutta la carne in bella vista ovviamente.
Can't stop addicted to the shin dig
me lo sono visto un po' di volte, almeno ho provato. Magari c'è qualche inside joke che non ho colto, una citazione che mi sfugge. Oppure no, è davvero così come sembra: il video più brutto i inutile della storia, sublime a suo modo. Blondie: un memento per tutti noi sul fermarsi quando si è ancora in tempo.
17.12.09
Il disco del decennio dove sta? / Daft Punk - Discovery
il tempo è particolarmente importante quando si parla di...tempo appunto. Momento di liste del mese-anno-decennio e soprattutto in quest'ultimo frangente l'erosione degli anni che passano si è fatta prepotente. Da cosa lo deduco? Dall'assenza di quello che a naso (il mio personale) è sicuramente il disco degli ultimi 10 anni: culturalmente, musicalmente e fenomenologicamente parlando. Ma Discovery dei Daft Punk dove cazzo sta? Posizionato in qualche scantinato, i feed del mio browser bruciano eppure non ricordo di averlo visto nella posizione che gli spetta, neppure lontanamente. Il tempo dicevamo, in questo caso parliamo di un disco del 2001, che per come vanno le cose è come discutere dei padri fondatori. Eppure tutto ciò che abbiamo intorno oggi lo dobbiamo, almeno in parte, a questo album. Non ci sarebbe stato il french touch (certo tutti gli altri, ma vuoi mettere?) e neppure i Justice (qualcuno potrebbe esclamare: magari!), la ballotta dei ragazzini con il cappello storto e gli occhiali a persiana. Neppure Kanye (lui si presenzia-lista) sarebbe quello che abbiamo imparato a conoscere (Stronger anyone?). Ma più di tutti la musica in genere non ci somiglierebbe altrettanto, dico proprio a noi che clicchiamo a ripetizione e siamo abituati a far andare le cose più veloce del normale. Allo stesso modo nell'anno dell'Odissea nello spazio i Daft Punk sono stati i primi capaci di riprendere il passato (della disco in questo caso) in maniera tanto sfacciata trasformandola per sempre in un'altra cosa. Con lo stesso DNA eppure completamente differente, tanto che oggi qualunque cosa che serva per ballare e sia stata costruita prima di quel fatidico anno sembra ammuffita, distante, vecchia. Poi ci sono le armature, le astronavi, e l'ammettere che "no, noi non siamo nessuno, anzi siamo morti e questi qui sono solo due avatar di metallo", una lezione validissima più che mai oggi alla vigilia del nuovo decennio (ma chissenefrega in fondo) quando l'identità di chi fa musica inizia a confondersi assieme agli oggetti che l'avrebbero dovuta contenere.[foto Saray]
16.12.09
Missione speciale / Pronti a decollare
da pochissimo tempo sono entrato a far parte della redazione di Wired.it. Nelle mie intenzioni questa avventura è il naturale proseguimento ed espansione di riflessioni e conversazioni tenute negli anni in questo spazio, e di quelle che spero faremo in futuro. Per questo dopo breve riflessione ho deciso di inserire nel flusso dei post anche gli articoli che potrebbero interessare i lettori di questo blog. Iniziamo allora:Sfida di Natale: X-Factor VS Facebook:
X-Factor, lo sapete, è ormai un marchio internazionale al pari quasi di Coca Cola o Apple. L'uomo responsabile di tutto ciò si chiama Simon Cowell: ex discografico improvvisatosi inventore di format televisivi che ha rivoluzionato il mercato della musica mondiale, Italia compresa. Quello a cui stiamo assistendo oggi però è una sorta di nuovo scontro di superpotenze mediatiche che potrebbe essere intitolato: X-Factor VS Facebook, scontro tra titani. (continua)
Mi vendo su Ebay: la musica italiana chiede aiuto alla rete:
Se ne hanno parlato anche i quotidiani deve essere cosa risaputa. La musica italiana, forse con un pizzico di disperazione, ha deciso di mettersi all'asta su internet. Ebay è ovviamente il porto da cui partire, una volta si vendevano beni materiali: dischi, magliette, usato di tutti i generi. Adesso è il corpo stesso degli artisti ad essere sul piatto. (continua)
The National saved the world
Google risponde con un video alla domanda: come si guadagna oggi con la musica? Esplicativamente perfetto.
15.12.09
The English Job
Vero nome Ben Drew, anche detto Plan B, sulla scia di The Streets ne aveva ereditato l'incazzatura di strada montandola su una chitarra acustica che strimpellava con una certa violenza. Il suo primo disco Who Needs Actions When You Got Words era incontrovertibilmente bello, con dentro storie di sangue, merda, droga e anche un po' strappalacrime. Certo non originale, certo fin troppo urlato, certo si stava meglio quando si stava peggio ma comunque tra i dischi del 2006 (oddio sembra un secolo fa). Oggi Plan B sta per tornare con un nuovo album intitolato The Defamation of Strickland Banks con tanto di copertina cinematica, perchè intanto Ben si è dato al cinema recitando persino al fianco del mitico Michael Caine. Questo qui sotto è il nuovo singolo e a me non piace. Che si sia rincoglionito a forza di uscire con le attricette?
One Bourbon, One Scotch, One Beer
Se Devendra Banhart preferisse bere vino scadente dentro un sacchetto di carta al frequentare superstar hollywoodiane allora forse si chiamerebbe Gonjasufi. O forse no. Lui è l'ultimi ritrovato firmato Warp Records. A scovarlo ci ha pensato Flying Lotus che produce anche i beat che scorrono sotto la sua voce rauca ma affascinante. Gonja (non so se gli amici lo chiamano così, io si) somiglia ad uno Steve Spacek andato a male, capace di farsi sentire anche se stretto in canzoncine di appena qualche secondo. Quando andrà tutto a rotoli sarebbe bello almeno diventare come lui.
13.12.09
Tinkebell. / Do you know how animals die?
In tutta onestà non posso dire di avere un buon rapporto con gli animali. Semplicemente non me ne piace nessuno, di nessun tipo. Anche tra chi in un primo momento si dice d'accordo con me è poi facile scoprire una qualche debolezza: odierà pure gli animali domestici amando però segretamente una qualche bizzarra specie tropicale. Gibbone di Yellowstone o Tigre dai denti a sciabola che sia. Invece no: nella mia diffidenza totale sono certo di aver trovato il vero sentimento salomonico che dovrebbe animare i veri amici degli animali, una cosa del tipo: se mangi il maiale perchè non dovresti farlo con un cane? Gli animali sono fatti per essere liberi dunque non possiamo che fare loro del male tenendoli sulle ginocchia in salotto. Questo pippone per dire che spesso le mie idee mi hanno procurato inimicizie, sguardi di disapprovazione ma anche grandi sodalizi. Una volta trovato chi sposa una teoria del genere meglio tenerselo vicino, io ci sono andato a vivere insieme una volta, almeno si è sicuri che non se ne uscirà fuori con l'irrefrenabile desiderio di avere un cane o gatto.Ora credo di aver trovato la donna della mia vita. Tinkebell è una sorta di performer o artista di cui ho letto nell'ultimo numero di Pig Mag. Ha suscitato molto clamore la sua decisione di spezzare il collo del suo gatto Pinkeltje prima di farne un borsellino. In generale anche le sue altre attività sono su questo tono da provocatrice contro le ipocrisie del mondo dei benpensanti, soprattutti quelli animalisti. Non giudico la sua arte, gli occhi dell'amore non mi farebbero essere oggettivo. Qui di seguito un estratto dall'intervista:
Di solito tu agisci nel campo del design o delle installazioni, quella era la tua prima volta nel mondo editoriale; hai altri libri in mente?
Veramente sì. Ora sono impegnata con un progetto intitolato How We Could Have Saved the World (Come avremmo potuto salvare il mondo N.d.T.). E' sull'abbattimento selettivo dei topi muschiati in Olanda, dal 1987 ne vengono uccisi 320.000 all'anno. I topi muschiati sono stati introdotti in Europa da un conte Ceco, erano i primi anni del '900. Ne importò 8 da aggiungere alla sua collezione di animali da pelliccia. Dopo 10 anni erano diventati 14 milioni, invadendo l'europa come una piaga biblica. Lì cominciò tutto quanto. Molte nazioni ancora li usano per fare pellicce, ad esempio Belgio e credo anche in America, dove li mangiano (sono chiamati conigli d'acqua e si ritiene siano una prelibatezza). In Olanda c'è una gran lotta per contenerne il numero, perché danneggiano le coltivazioni di grano, scavano buchi negli argini dei fiumi e si riproducono a ritmi folli. Così questi animali sono cacciati, catturati, uccisi e inceneriti, come fossero spazzatura. Non hai permesso di trattarli in altro modo. Il mio progetto è su come si potrebbero utilizzare in modo diverso.
Cioè?
Beh, per il momento ho un team di persone che mi stanno aiuatndo con le idee. Ma per esempio ci potremmo nutrire facilmente un villaggio in Africa. O incrementare l'industria pellettiera in Olanda, che molte persone vogliono rendere illegale; sembra che la pelliccia dei topo muschiati si addirittura di migliore qualità rispetto a quella dei visoni. Ciò produrrebbe più lavoro, più indotto, più soldi..
Tu sei nota per lavorare molto sulla mercificazione degli animali. Cosa pensi del possederne uno? Dici che è sbagliato?
No. Ma penso che sia strano.
Qual è la tua posizione rispetto all'attivismo animalista?
Non sono un'attivista. Gli animalisti dicono che le persone sbagliano sempre, che noi facciamo le cose nel modo sbagliato. Io penso che la gente sia strana, che siamo pazzi. E' molto diverso. Possedere animali è bizzarro e inutile, non serve a nulla. Gli animali sono nati per essere selvatici, la gente non gli permette più di essere secondo natura. Tagliano le ali agli uccelli per non farli volare via, mettono unghie finte ai gatti così non graffiano. Folle.
L'amico sa il gusto amaro della verita'
rivelata la tracklist dell'esordio dei Crookers: Tons Of Friends. Bravi loro che scherzano sin dal titolo sulla quantità esorbitante di featuring del disco. Il sospetto però rimane, se non altro perchè ha fatto cadere altri illustri colleghi, vedi ultimi terrificanti dischi di Simian Mobile Disco e Luomo, schiacciati appunto da un inutile presenzialismo. Aspettiamo e speriamo, se ne riparla a marzo.1. We Love Animals – Crookers feat Soulwax & Mixhell
2. No Security – Crookers feat Kelis
3. Natural Born Hustler – Crookers feat Pitbull
4. Lets Get Beezy – Crookers feat Will I Am
5. Park The Truck – Crookers feat Spank Rock
6. Hold Up Your Hand – Crookers feat Roisin Murphy
7. Hip Hop Changed – Crookers feat Rye Rye
8. Cooler Couleur – Crookers feat Yelle
9. Birthday Bash – Crookers feat The Very Best, Marina & Dargen D’amico
10. Put Your Hands On Me – Crookers feat Kardinal Offishal & Carla Marie
11. Royal T – Crookers feat Roisin Murphy
12. Remedy – Crookers feat Miike Snow
13. Arena – Crookers feat Poirier & Face-T
14. Tee-Pee Theme – Crookers feat Drop The Lime
15. Transilvania – Crookers feat Steed Lord
16. Have Mercy – Crookers feat Carrie
17. Jump UP – Crookers feat Major Lazer, Leftside & Supahype
18. Lone White Wolf – Crookers feat Tim Burgess
19. Day N’ Nite (Acapella Skit)
20. Embrace The Martian – Crookers feat Kid Cudi
10.12.09
Dj Gruff - Sandro O.B. / Questi pensieri addosso portano il silenzio e la malinconia
torno a stretto giro sulla questione Gruff. Per un semplice motivo: non avevo ancora sentito il disco, che è assolutamente gigante. Dico la verità: avevo un po' perso le sue tracce, per il motivo peggiore che però potrei condividere con molti di voi, ovvero la certezza dell'impossibilità di aggiungere qualcosa alle vecchie avventure targate SXM. Roba da orecchie di pietra lo ammetto, a volte l'ozio fa di questi scherzi. Sarebbe stato un peccato perchè invece ascoltando il suo nuovo album ho fatto la scoperta più bella: trovare un musicista lucidissimo e capace di mettere il proprio stile e gusto al servizio di ciò che più interessante succede oggi. Il pensiero corre a Dangermouse, paragone divertente: in entrambi i casi si tratta di figure schive, stessa capacità di attraversare generi (hip hop, elettronica, pop) a cui Gruff aggiunge il suo tipico marchio di fabbrica senza risparmiarsi neanche in voce. Un cantato fragile, che potrebbe caracollare da un secondo all'altro, invece rimane saldo in piedi perchè sorretto da basi entusiasmanti, amici capaci e da un intero progetto di disco che non fa che aprire una fase nuova, di ottime premesse per il futuro pur un con un passato già così intenso. Ecco il primo dei dischi dell'anno che ho mancato.
Marco Mengoni rapito dai talebani
lei è una studiosa di comunicazione che parla di Talent Show da una prospettiva interessante. In che modo cioè il medesimo format (che pare fare appello ad elementi condivisi nei luoghi più disparati del mondo) è stato utilizzato invece per valorizzare e proporre la propria matrice culturale. Così in medio oriente si fanno reading di poesia al posto delle cover di Cocciante. La globalizzazione ha preso ormai una piega interessante: pensavamo saremmo finiti con l'essere tutti uguali e invece suonare la corda dell'omologazione ha fatto vibrare quelle che le stavano accanto, orgoglio e i profondissimi archetipi che ancora ci tengono saldamente per mano. Ciò detto X-Factor continua a sembrarmi un accrocchio preistorico, o forse proprio per questo.
7.12.09
Gli indios cantano canzoni di Ramazzotti, Ramazzotti canta le canzoni degli indios. L'unica differenza è che gli indios non prendono diritti d'autore.
il nome che si è scelto fa pensare ad un comico fazioso e iperteso. Tutto il resto invece è piuttosto interessante: Grillo fa hip-hop astratto, definizione da libro stampato, in pratica una cosa tra Prefuse73 e i mai dimenticati Clouddead. Ci mette anche parecchio del suo e il risultato è piuttosto interessante. Qui potete ascoltare/scaricare il disco per intero, sembra proprio roba buona.
[via Batteria]
Every dead body that is not exterminated becomes one of them. It gets up and kills! The people it kills get up and kill!
Ecco cosa è successo l'altra sera a Bologna. Se va male col reading possiamo sempre provare come la prima boy band dubstep della storia.
Il mio nome è nessuno
L'autoproduzione è perdente in partenza, dicevi cinque anni fa...Anche per Sandro O.B. ho fatto tutto io. Potrei dirti chissà cosa, ma la verità è che nessuno mi offre nulla e va bene così, funziono anche da solo. Se qualcuno arriva con una proposta seria però la valuto. Ma non sono nessuno. Nessuno proprio nel senso di nessuno. Per quella gente lì non conto niente.
L'estratto è dal numero di Rumore in edicola, intervista di Luca Gricinella a Dj Gruff. La riporto perchè è un'affermazione forte sotto ogni punto di vista: piena al tempo stesso di orgoglio e disperazione. Di verità anche perchè mentre il salotto buono è preso dalla finale di X-Factor e tutti gli altri sono in attesa dell'ultima novità pezzi da 90 del genere, capaci di tenersi ben stretta una solida base di fan per decenni, cadono invece nel dimenticatoio.
3.12.09
Enlarge your playlist
Me lo raccontava Andrew Weatherall quando ho avuto il piacere di intervistarlo non riuscendo poi a inserirlo nell'articolo su carta. Lui non ha problemi con gli mp3, se qualcuno gli passa un indirizzo dove trovare qualcosa di interessante Andrew ci va e se lo scarica senza problemi. Però i dischi, quelli no, quelli se li prende da Rough Trade, abita proprio da quelle parti. Fa un salto almeno una volta a settimana e parla con i commessi, genere per genere: quello del rock, quello della tecno, quello del rap e via andare. Lui che pure è un curioso di natura non ha l'ansia di chi vuole tutto e subito e si fa venire il callo al tasto destro del mouse per la mole di musica scaricata. Uno dei più grandi dj mondiali smarca l'abbuffata con la serenità di chi si affida ad altri per esaminare ciò che accade. Una questione di età ma non solo. La teoria è fin troppo facile: quella della castrazione del supporto. Per sopperire alla mancanza di questo filtro, del vinile infilato in borsa uscendo dal negozio non resta che l'isteria. Qualcuno diceva che i critici musicali sono come eunuchi in un harem: sanno tutto, vedono tutto ma non possono partecipare. Oggi che che ci siamo tutti trasformati in compulsivi degustatori di musica allora condividiamo pure quel terribile vuoto in mezzo alle gambe per quello che una volta era il personale piccolo pene di plastica (jewel case) o vinile di ciascun musicofilo. Lo stesso che Andrew Weatherall ha insistito invece a tenersi per se.[foto Richterfit]
2.12.09
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