cerchiamo di farla semplice, anche se non è facile. C'era una volta la conoscenza, ci si ascoltava la discografia di qualcuno, si parlava con gli amici, si confrontavano le idee, si stava al passo con le nuove uscite. Non è più così: la musica corre orizzontale, ascolti l'ultima novità sulla piazza, scopri una vecchia raccolta di oscure b-side e contemporaneamente i rmx di un pazzo dall'altra parte del mondo scambiato per genio per il breve spazio di una settimana. Passato e presente sono sullo stesso piano, tanto che l'unico modo di guardare avanti è incrociare gli occhi. C'è chi è avvantaggiato perchè ha qualche problema di stereoscopia (penso si dica così) e ha problemi a vedere le cose troppo da vicino perchè si sovrappongono. S'incrociano gli occhi e le immagini si confondono, si mescolano fino a sovrapporsi. Succedere anche con le canzoni che saltano fuori identiche eppure differenti. Prendi questa canzone nella compilation Forge Your Own Chains (label Now Again Sussidiaria Stones Throw) dei Sensational Saints:
sei sicuro di conoscere quel riff di chitarra, è troppo familiare. Ma certo: è preso pari pari da un grande classico come Ain't No Sunshine di Bill Whiters, identico ma inserito in un contesto blues, la prova provata di come uno stesso inciso si possa spostare da un genere all'altro.
Passa qualche giorno e ti imbatti in un'altra raccolta, ugualmente deviante, Panama2 si chiama, parla di terre lontane e non necessariamente esplorate a dovere. Cosa ti trovo anche qua? Una cover della stessa canzone, ancora Bill Whiters ma riletto secondo uno sguardo completamente diverso. Cambia tutto: latitudine, longitudine, connotazione temporale, solo quel riff di chiarra rimane identico, capace di superare spazio e tempo:
Incrociate gli occhi, anzi le orecchie, e vedrete chiaramene che non è il futuro ad essere importante e neppure il passato in verità. E' l'unione delle due cose a fare la differenza, a portare alla luce ciò che vale veramente, l'unione di due spazi distanti e differenti finalmente vicini grazie alla moderna tecnologia. Al miscuglio totale che ci mette su una lastra di ghiaccio su cui scivolare placidamente verso il prossimo iceberg. Quel riff di chitarra che improvvisamente diventa matrice unica di un'impronta ancestrale capace di superare le mode, le tendenze per indicarci che la musica è proprio lì dove la stavamo cercando: sotto i nostri occhi. Rigorosamente strabici ed incrociati.
2 commenti:
io ho sempre pensato che
cristo si. grande max. sempre più in profondità.
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