29.6.10

Risonanza

quando si parla di quantità in musica si dimentica di citare il concetto di risonanza. C'è quella che assomiglia ad un sasso tirato in uno stagno: tanto più è grande e tanto più saranno ampie le increspature dell'acqua fino magari a incrociare altre correnti, alimentarsi di nuovo, spegnersi chissà dove. Anche in rete funziona così: il sasso sono i nomi degli artisti, la loro influenza, le onde sono i collegamenti con gli altri, la profondità, la possibilità grazie a questi di riscoprirsi sotto una luce diversa e magari scorpire una dialettica nuova.
C'è poi la versione romantica della questione, quella applicata alle persone che funzionano esattamente come la musica. Spazi sempre più affollati suggeriscono di giudicare in un battito di ciglia, come un disco dalla copertina, solo per poi trovarsi a mollare la propria vita nelle mani di uno sconosciuto per colpa del tempismo nei suoi movimenti. La risonanza applicata agli umani, la speranza di vibrazioni violente, sussultorie perchè no, come quando si ascolta un disco per la prima volta, sempre nella speranza che sia quello definitivo, la canzone con la verità appresso.
E' così per tutti, anche per i più amari e disillusi, quelli che era meglio prima e che invece vivono giorni dove puntare la posta è necessario, affinare l'istinto pure, capire come sintonizzarsi con il caos lì fuori fondamentale.

[foto theowl84]

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