25.8.10

11/8, Lisbona

-Sai che non tornerà più vero?

-Si, è uno dei momenti in cui odio aver ragione, non dovevamo neanche provarci

-Aspetta non è lui?

Lo spacciatore si è rimesso in tasca la gomma da masticare che pretendeva di venderci e congedatosi velocemente ha promesso di tornare. Lo ha fatto sul serio. Già ieri si era fatta la figura dei drogatelli da strapazzo con 10 anni di ritardo acquistando per errore della costosissima liquirizia. La pausa in ostello che segue subito dopo si trasforma in sonno profondo i cui cicli sono cadenzati dal fracasso della discoteca latino americana di fronte la finestra. Ad ogni passaggio di una lunghissima e muscolare versione di Waka Waka calcolo che deve essere trascorsa circa un'ora, suonarla persino più spesso sarebbe un crimine davvero eccessivo. Riprendiamo i sensi alle 5 del mattino, fuori è ancora buio e il silenzio totale. La città sembra improvvisamente evaquata per un'improvvisa epidemia, non c'è traccia di barboni, tossici, turisti nè bar o forni aperti. Men che meno delle belle ragazze fasciate in gonne corte e aderenti che di giorno affollano le strade, seguendo non si sa bene se una moda solo locale o estesa all'Europa intera decisa a trovarsi d'accordo su un tema così importante in questa estate 2010.

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