16.11.10

Porno

C'è stato un tempo in cui ho scritto sul giornale della parrocchia. Parlando con l'illuminata responsabile editoriale che pure inviava un ateo come me ad intervistare l'esorcista del paese c'era una cosa che proprio non poteva tollerare: la pornografia. Ricordo parlò di sopraffazione, parola vaga, di connotazione negativa eppure perfettamente descrittiva. Se c'è un elemento che torna come minimo comun denominatore in questo tipo d'espressione è infatti la violenza. Voluta, artistica, privata, intelletuale, consenziente, sublime eppure che si parli dell'informazione di Minzolini o di ciò che succede sotto le lenzuola non può mancare.

Oltre i concorsi miss maglietta bagnata in onda sulla tv dei ragazzi la pornografia, quella vera e torbida, rimane ancora tabù sociale. Persino in Idioti di Lars Von Trier che s'ammucchiano per un film intero sono performanti, sostanzialmente magri, sconvolgenti poco meno che un videoclip da fascia protetta di MTV. E se c'è una donzella che deve essere violentata dal demonio o cose del genere somiglia alla bella Charlotte Gainsbourg invece che alla vostra vicina di casa. Piacevole ma decisamente poco reale.

La Rete in questo ha soddisfatto l'enorme domanda inevasa trasformando ciascuno di noi nella star che il proprio personale mercato affettivo brama, autori di pornografia di qualunque genere: verbale, visiva, statica se scattata da una digitale, in movimento se proiettata su Youtube e simili.

Esce in questi giorni Real Sex. Il porno alternativo è il nuovo rock’n’roll di Sergio Messina che parla da tempo delle innumerevoli occasioni dell'uomo moderno di produrre materiale di genere per la soddisfazione di se e dei propri simili, della capacità di ritrovarci in sottoinsemi uniti dalle passioni più strane, un'onestà intelletuale appassionata innocente come il rock degli esordi, come suggerisce anche il sottotitolo.

Il porno ovunque eppure da nessuna parte, nascosto in hard disk sempre più capienti, dietro la cortina di un forum protetto da anonima iscrizione, guardato a volume minimo, dopo il pagamento di un'apposita prepagata, che altrimenti la vicina se ne accorge. Dietro i bollini di un onnipresente photoshop che oscura con lo stesso tono di nero volti, mobili, targhe di auto e anelli di fidanzamento.

Per ogni tetta siliconata vittima di un "sexy incidente" in diretta tv in Rete vengono a galla centinaia di migliaia di autentici atti di sopraffazione, con il loro portato di violenza. Che poi è il motivo per cui se ne vedono così tanti in giro fino ad essere con tutta probailità il contenuto più ampiamente sviscerato nella storia dell'umanità.



[foto via yimmyyayo]

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