31.7.10

Hai mica detto Classic Girl?

update: ho aggiunto Sharon Zampetti, mancava al trittico



indovina quale delle due è una foto della nuova campagna American Apparel e quale la copertina di un disco di successo di un gruppo spocchioso. Solo una domanda: è una moda già passata mentre ero distratto o ci aspetta al varco al ritorno dalle vacanze?

27.7.10

I'm fucking super-popular

chi lo ha incontrato parla di Diplo come uno stordito, tossico e tracotante eppure le risposte alla bella intervista online su Pitchfork sono tra le più interessanti e lucide da tempo:

There's a really cool article on Wikipedia I read in Wired. The guy who wrote the Encyclopedia Britannica was talking about the guy who did Wikipedia. When you look up the word "truth" in Wikipedia, there are two paragraphs, and if you look up "truthiness" from "The Colbert Report", there are 10 pages. It's dangerous-- to not put weight on stuff that we need to discuss and dissect and actually get to the bottom of. When you just throw things out there that don't really work, you can't really hide behind the naivety.


There's no level of authenticity. When I started working in Jamaica, being some white guy going to Jamaica to tour, someone requested some cheesy house music and Chumbawamba. Who cares about authenticity now? It doesn't matter. All that matters is people are enjoying themselves. Authenticity--that word doesn't exist in my vocabulary anymore.

26.7.10

23/7/2010 Wu Tang Clan + Noyz Narcos + Colle Der Fomento @ Atlantico Live, Roma / Fondamentale avere a che fare con robba brutale

ci sono gruppi che hai sognato una vita di vedere, arrivano sotto casa tua, li snobbi senza un valido motivo. Il Wu Tang Clan non è mai stato uno di questi, eppure si salta su un treno che non fa fermate per andare a sentire cosa succede con loro sul palco per la prima volta in Italia tutti assieme (a parte morti e desaparecidos). Mi dicono che non si andava all'Atlantico da 15 anni, i tempi delle superiori e degli Afterhours dalla prima fila. Per trovare la strada in motorino i ragazzi che a sciami formano la solita fila dal ventre gonfio. Punkm a bestia o meno, ma anche ragazze in tiro con tanto di tacchi su cui traballano stordite dal caldo appiccicoso, dalla polvere e dall'odore di kebab e salamelle che impastate nell'aria. Dentro è quasi rave, temperature proibitive, maglie che si sollevano, sudore delle grandi occasioni, i Colle Del Fomento stanno già suonando e fanno la loro cosa tirando dritto come al solito: sia per un manipolo di irriducibili in un parcheggio di Macerata o per mille persone dagli occhi a spillo come stasera. Parte Il Cielo su Roma e l'omaggio alla storia di un genere in città c'è come giusto che sia. Cambio, l'ora di Noyz Narcos, la voce altissima rispetto alla base impalla il suono dentro il capannone la gente osanna "truce truce" ma non è vera gloria. La miccia pronta ad esplodere deve ancora capire come essere innescata, lo stesso Noyz si schernisce: "Ahò tutti possono sbaglià, non semo mica cyborg, pure noi siamo qui pe vedecce il Wu Tang che ve pare". Qualche disco direttamente dei gloriosi anni 90 e poi il boato che presenta il piatto forte. La squadra sale sul palco ed è subito un'altro campo da gioco, campionato, sport. Il volume aumenta, il microfono nelle mani del Wu Tang sembra picchiare due volte più forte, l'aria sfiora i 40 gradi ma non abbandonano cappellini e asciugamani sulle spalle. Un pezzo dopo l'altro senza troppe cerimonie, le superstar dell'hip hop di tutti i tempi perfettamente a loro agio tra lamiere infuocate e borgatari madidi con le mani continuamente incrociate a mimare la magica sigla della doppia v. Method Man super tra tutte le star si getta a più riprese sul pubblico ridando senso al concetto di rap hardcore spesso evocato a proposito di suoni e testi estremi ma poco praticato al momento di saper davvero portare davvero oltre l'esperienza live di un repertorio. Rza guadagna a sprazzi il centro della scena, se la ride, il divertimento per l'enorme risposta del pubblico è evidente. Alla fine spunta anche uno striscione per ricordare ODB, nero su bianco messo assieme senza pensarci troppo su, zero tempo per le pose, i 90 minuti a disposizione sono buoni solo per saltare, urlare ed esaltarsi per la tromba che annuncia l'arrivo di Gravel Pit. Finisce la musica e ritorna prepotente l'odore di frittura, la t-shirt è appiccicata al corpo che servirà un operazione chirurgica per potersene separare. Ci accorgiamo che il rimbombo della sala ha reso incomprensibile quasi tutto quello che hanno urlato dal palco se non che è stato un evento prima atteso poi vissuto infine felicemente evaporato.



[foto intweetion]

22.7.10

Assenza

La donna di quadri è la carta dell'assenza. Come ogni altra ha due facce speculari, opposte e identiche. La prima è la ragazza virtuale; vicinissima, sempre presente perchè connessa alla modernità. Per riequilibrarne la posizione il suo corpo però è sempre altrove. Lontanissimo, una distanza esagerata, quasi paradossale tanto che tornata da questa parte della strada continua a comportarsi come quando era all'altro capo del mondo. Di lei rimangono ogni tipo di tracce e prove: dialoghi, lettere, immagini, pensieri, dati anagrafici, un compendio tanto preciso e dettagliato che nessuno s'insospettisce dell'assenza di un proprietario fisico che possa reclamarli di persona. L'altra faccia, capovolta, è la donna che si è già finito di desiderare ancor prima di averla avuta. Tutto è già successo con lei: il rifiuto dell'uno, quello dell'altro, il riavvicinamento la passione e l'amicizia senza riuscire a ricostruirne l'ordine d'arrivo. Nessuno dei due ricorda bene il momento o i modi in cui è successo: forse come un lampo che rende ciechi o invece lento tanto da scivolarci sopra come seduti su un corrimano insaponato. In entrambi i casi qualcuno ha appena chiuso la porta, c'è il suo odore nella stanza, le cicche ancora fumanti ma siamo arrivati con qualche secondo di ritardo e non abbiamo capito davvero di chi si trattasse.

PVT - A Church With No Magic / Mi ucciderai, adesso, Iena? / Ora sono troppo stanco, forse più tardi...

parte il riverbero e la prima cosa che ti viene in mente sono i Grizzly Bear seduti in fila nel video di Two Weeks. Sembra un santuario ma è tutto più acido, buffo e spaventoso. Se nella chiesa di questi ultimi c'è pomposità in abbondanza e un prete che se la ride piacione sullo sfondo i PVT sterzano sull'esoterismo. Ricordo una volta chissà chi mi raccontò di come i Can si fossero chiusi in un teatro dipingendo tutto di nero per registrare un loro disco, storia che potrei aver inventato di sana pianta o essere verissima. Eppure è l'immagine perfetta per capire il tono accigliato di quasi tutto qua dentro: invece di tendaggi ciechi sui palchi proiezioni sui muri di vecchi film di Carpenter, uno in particolare "Il signore del male". E come il quel cinema anche qui si passa dal terrore alla risata senza imbarazzo, quando i colpi accellerano si tallonano Chk Chk Chk e Fuck Buttons o i Portishead da dopo bomba dell'ultimo album. La voce è puro suono, i testi qualcosa che rimbomba si va a ficcare dentro i sintetizzatori in sottofondo come succede appunto con i canti sacri: se quel che c'è da dire è inesprimibile e tanto vale miagolare sotto la croce. In macchina con la foto degli Human League sul cruscotto i PVT hanno trovato un continente da raccontare partendo per un viaggio bello e tortuoso.

12.7.10

Menzogna

tanta era la curiosità per Cosmogramma che l'ho scaricato appena ho potuto, settimane prima l'uscita ufficiale, da allora lo ascolto spesso. Colto alla sprovvista dalla sua involuzione, dalla mancanza di effetti speciali di qualunque genere ho preso ad amarlo in una strana maniera. Come si fa con i dischi che sai deluderanno il resto del mondo che non ne sa cogliere l'intriseca bellezza, la modestia d'intenti. Niente elettronica futurista, il ritmo hip hop che s'incarta su se stesso. La cosa funzionava solo presa nel suo insieme tanto si procede in maniera omogenea da un pezzo all'altro. A pegno di questo amore perverso ne ho comprata una copia originale, la prendo la scarto e l'ascolto. Scopro che il disco di Flying Lotus è un altro, diametralmente opposto. Cosa avevo trovato su quel blog online? Dei provini di tanti anni fa, l'esperimento di un epigono, qualcosa che non c'entrava assolutamente nulla rinomato da un mischadischi spiritato che aveva immaginato Cosmogramma per tutti noi prima ancora di ascoltarlo. Il cd di plastica che gira nello stereo è un esplosione di mondi, magniloquente ed egiziano come la luce in copertina. Uno di quei dischi che come in negozio arrivi prendi e te ne vai soltanto con ciò che ti serve. L'imprinting però c'è stato e l'idea costruita per prima confluisce in quello che l'artista aveva realmente in mente ma di cui alla fine è bello fregarsene.

11.7.10

Plan B - The Defamation of Strickland Banks / Our time is borrowed, girl

giugno è il mese perfetto per decidere il disco dell'anno. Nel mezzo l'andazzo s'è già capito, nel resto dell'anno si faranno le cose immaginate sotto la calura. Eppure ad un primo giro c'era da voltarsi schifati, il serio ma incazzato pischello della periferia londinese che si mette a fare soul. Di quello con le giacche, le cravatte, i microfoni che sembrano dei radiatori e tutto il resto. Un concept album addirittura, concessa la potenza e i testi c'era comunque da cambiare genere: dal rap a qualcosa come l'unico possibile boyfriend di Amy Winehouse. Strickland Banks è l'identità presa in prestito per la missione, questa la sua storia, una caduta con resurrezione incerta. Come in Back To Black la grande invenzione è quella di fingersi altrove, più che nel passato in un continente fumoso dove i miracoli sono ancora possibili. Così come far rientrare a sorpresa il rap dalla finestra per complicare la faccenda e citare per nome in una canzone Valerie degli Zutons. E' quello in fondo il paradigma sonoro di un album che fa opera filologica si ma su un passato recentissimo, aggiungendo poi l'ingrediente x. La donna che tradisce Strickland confessa di essersi innamorata di lui dopo aver ascoltato Love Goes Down, prima canzone del disco, dal quel momento la storia procede in tempo reale e contemporanemanete in un universo parallelo, una specie di steampunk sonoro dove il piano dei saloon viaggi assieme alle gang del sud di Lonra, le bevute al pub e tutto il resto che ne consegue.

7.7.10

The Kebab Years Vol.1





The Kebab Years Vol.1 - too late mix

Omar S - A Victim
Mr Fingers - Distant Planet
Louis - Pink Footpath
Lindstrom & Solale - Baby I Can't Stop (Aeroplane remix)
Florence and The Machine - You've Got The Love (The XX remix)
El-B - Show A Little Love
Pinch - Joyride
Mr V - Jus Dance (Quentin Harris re-production)
Presets - Love remix
Pedramovich - Burka
Ricardo Villalobos - Dexter
Pivot - Fool In Rain
Kool & The Gang - Summer Madness

[Artwork by limasbrug-allstar: Sebastiano Mastroeni, Silvia Carollo]

5.7.10

Se sei triste ti manca l'allegria

è iniziato molto tempo fa e ha avuto il suo ultimo atto ieri sera mentre ero seduto al take awayiIndiano del quartiere. Il proprietario s'avvicina e mi mette una mano sulla spalla: tutto bene amico? Certo che si: sto mangiando i tuoi manicaretti scaldati al microonde, come companatico una birra ghiacciata. Eppure Samaan (non il suo vero nome ma rende l'idea) deve aver visto anche lui lo sguardo perso nel vuoto, quello che spaventa i più, quasi sempre senza motivo. All'inizio era la fissità che inquietava le amiche di mia madre in visita a casa: che cos'ha Andrea? E' triste? Ma no vecchia megera, mi sto semplicemente facendo gli affari miei, la concentrazione porta a serrare le mandibole, non è che si può sempre ridere come in una situation comedy di Rete4. Poi il problema si è allargato, forse con l'aumentare l'età, più facilmente per la facilità di raggiungere una certa concentrazione. All'inizio devi imparare ad estraniarti, come chi esce da una stanza senza che nessuno se ne accorga, ma è un attimo che lo stai già facendo al semaforo mentre gli altri passanti ti guardano come uno stoccafisso ancora non del tutto scongelato. Avranno paura di avere le stesse labbra sottili e parallele? Lo sguardo vacuo e preoccupato? Dalle quasi pensionate che giocano a burraco il pomeriggio in salotto siamo passati al resto del mondo: non si contano più le tirate alla giacca appena si lambiscono territori del genere: cos'hai? Perchè quella faccia? Magari sono addirittura particolarmente contento, di quella felicità che inebria e ti porta altrove. Ma no, non è così che vanno le cose, stare in compagnia di qualcuno vuol dire essere egoisti e appena t'allontani, sia pure per andare in un posto migliore, chi ti tiene sottobraccio vuole subito riaverti con se, come se la mestizia di due fosse meglio della serenità di uno solo. Anche quando è mascherata da preoccupazione.