La Rete è uno strumento di verità. Fingiamo solo per un attimo di credere a questa affermazione. Demagogica, populista, quantomeno in attesa di conferma da parte della storia eppure in qualche modo socialmente accettata. Se Wired Italia ha promosso una campagna come quella di Internet For Peace è stato perché, oltre alla rivista, migliaia di persone nel mondo credevano ci fossero le basi per un'iniziativa del genere.
Cosa sia giusto e cosa sbagliato però non è un quesito che spetta noi risolvere, ci accontentiamo di notare come il confine tra ciò che è e ciò che sembra si è assottigliato con l'avvento di nuovi e diversi media. Il Web, i social network, Facebook, il lifestreaming, chi più ne ha più ne metta. Un nuovo modello vincente è emerso: rispecchiando la logica del 2.0 non è più la superstar inarrivabile a spuntarla bensì l'emergente dal basso capace di rappresentare se stesso ancora prima di un concetto come quello di massa, superato da ogni lato da nuove e più calzanti categorie. (continua su Wired.it...)
2 commenti:
Il web salverà la democrazia (forse)
Bret Easton Ellis sull'argomento: http://www.thedailybeast.com/blogs-and-stories/2011-03-12/bret-easton-ellis-how-charlie-sheen-is-giving-us-what-we-want/full/#
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