25.3.11

Racconto

Se una notte d'inverno un viaggiatore è uno di quei testi che in molti abbiamo letto ai tempi dei nostri studi superiori. Un uomo prende in mano un libro, inizia a leggere, viene ingoiato da una storia, gira pagina, quel racconto si ferma e ne inizia subito un altro diverso, apparentemente senza legami logici. Sta al lettore rimettere insieme i pezzi che forse neanche combaciano troppo tra di loro perché l'importante è il gusto della narrazione (e della lettura) in sé per sé.

Affermare che Italo Calvino è uno dei padri di quello che oggi conosciamo come linguaggio della Rete o ipertestuale non è certo un'opinione originale. Eppure negli ultimi mesi l'accelerazione di alcuni meccanismi ci ha fatto tornare col pensiero a queste riflessioni così anni 90.

Vi mostriamo due video che hanno avuto particolare successo in rete. Il primo realizzato dal giovane talento Keith Shofield (già autore di un brillante porno-viral per Diesel) è forse la summa di come questo stile di accumulazione funzioni alla perfezione su Internet. Heaven Can Wait è il titolo della canzone a firma di due superstar come Beck e Charlotte Gainsbourg (continua su Wired.it)

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