Sometimes (mix #9) è un pezzo di Erykah Badu contenuto nell'album Baduizm. E' di gran lunga la mia canzone preferita del disco. La particolarità sta nel fatto che non si tratta di un brano vero e proprio ma solo di un frammento, appena 44 secondi di musica.
A studiare la filologia di genere non si dovrebbe parlare di skit in questo caso. Con la parola si definiscono più che altro gli intermezzi non musicali, spesso parlati presenti nei dischi Hip Hop. A volte sono un filo rosso che lega le canzoni in altri casi sono completamente decontestualizzati. Hanno iniziato i De La Soul di 3 Feet High And Rising e poi è diventata un'abitudine di genere.
Forse la definizione giusta è quella di mix alternativo, c'è infatti un'altra canzone intitolata Sometimes presente nello stesso disco. Eppure la completa differenza di testo e musica ne fanno un oggetto a se stante che non si sa bene come identificare. Erykah era in studio improvvisando qualche rima e questo è il risultato: Now I wanna know if you wanna go, To the studio, Bust a rhyme or two, What you wanna do?
Abbiamo giusto lo spazio dell'introduzione che il tempo è già scaduto, rimane la curiosità: come sarebbe andata a finire? Proprio quel pezzo che è il nostro preferito, brillante sin dai primi secondi subito lasciato lì a penzoloni. Quante migliaia di skit del genere sono strette tra un singolo e l'altro nei milioni di dischi pubblicati in questi anni? Quanti promettenti capolavori abbandonati sul nascere senza avere il tempo di sentirne confermata la validità.
Un produttore come J Dilla su questo tipo di canzoni accennate che sono poco più che frammenti ci ha basato un'intera carriera: ascoltate un capolavoro come Donuts solo per accorgervi che nel momento in cui pensate di aver capito cosa sta succedendo siete già altrove. Una toppa dopo l'altra con tanta varietà e velocità che quel che avete sentito solo pochi minuti fa poteva essere anche un sogno.
La mania di cui di discute oggi, quella skippare da una canzone all'altra dunque non è stata partorita dall'abbondanza di informazioni del peer to peer e neppure dalla tecnocrazia dell'iPod. Sono stati gli stessi artisti ad aver manifestato per primi la propria impazienza prendendo a fermarsi proprio sul più bello, come sapessero che di lì a poco tutto quello che seguiva nel resto della canzone sarebbe importato soltanto a pochi.

1 commenti:
copio-incollo la bella discussione partita su Facebook a proposito di questo post
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Pasta Amari in De La Soul is dead gli skit sono i dialoghi di un fumetto contenuto nell'artwork, sempre i piu fighi loro!
3 ore fa · Mi piace
Andrea Girolami ma tu che sei rapper: se gli skit non sono musicali come chiami le robe di un dilla o i pezzulli in dischi di genere?
2 ore fa · Mi piace
Pasta Amari tipo quelli di cui i boards of canada infarciscono i dischi?
2 ore fa · Mi piace
Pasta Amari SKIT, e odio quelli che li chiamano SKIP, sbagliatissimo. Ridiamo dignità agli SKIT, perdio! per me è un "canone" musicale come un'altro.. (MA bellissimo).
2 ore fa · Mi piace
Andrea Girolami dischi interi come "di passaggio", verso dove non si sa
2 ore fa · Mi piace
Pasta Amari boh io li ho sempre visti come beat che non si son sviluppati ma che al produttore piacevano cmq, e alla fine vengon messi per "stemperare" i toni fra un pezzo impegnativo e l'altro, un disimpegno insomma :)
2 ore fa · Mi piace
Faust D'Agata J dilla é stato quello che in un certo senso ha ufficializzato un nuovo modo di fare musica....come i graffitari usavano lo sketchbook per fare le prove dei graffiti veri e propri, chiamati sketch, lui faceva degli sketch musicali.
Chi si é mai cimentato a campionare o a fare musica elettronica sa benissimo che quando trovi un campione, fai un beat, cerchi di catturare una sensazione che spesso viene poi a diluirsi in tutti i passaggi di mixaggio e nel lavoro che porta dal beat grezzo alla canzone o pezzo compiuto.
Lasciando i beat come prove e grezzi si riesce spesso a catturare l'essenza del processo creativo istintivo, senza poi edulcorarlo con i passaggi produttivi successivi...io li chiamerei sketch quindi:)
2 ore fa · Non mi piace più · 2 persone
Andrea Girolami ma infatti è stato tutto talmente potente che sembra che si faccia così da sempre e invece non è vero. Mi piace pensare a Dilla come l'iniziatore in assoluto. Questa sensazione di "dissoluzione" dell'entusiasmo nel corso della canzone di cui parli, che è la stessa alla base delle playlist random o dello skip (vs skit) selvaggio è appunto farina del sacco dei musicisti prima che degli ascoltatori
2 ore fa · Mi piace
Pasta Amari cmq riascoltati music has the right to children, quelle tracce di 20 secondi con mugolii di bambini e balene, cosa sono? pezzi? skit? cippe?
2 ore fa · Mi piace
Faust D'Agata secondo me é stato anche l'iniziare a considerare il campionatore come uno strumento vero e proprio....suonandolo live (j dilla molti pezzi li costruiva live senza usare molto il sequencer)..di conseguenza uno strumento suonato dal vivo non ti permette di avere tutti quei dettagli della musica prodotta in multitraccia, ma ti permette che i pezzi abbiano quel feeling umano che la musica di jdilla ha..
2 ore fa · Mi piace
Marco PeeDoo Gallerani amanti dello skit...vi consiglio di tenere d'occhio l'album di J FALLA in uscita a maggio su Hell Yeah... ciao
18 minuti fa · Mi piace
Emanuele Tartuferi io non direi album "di passaggio", Donuts secondo me è il disco migliore di Dilla, e cmq anche Madlib e il fratello (Oh No) hanno pubblicato dischi del genere, e sono dei capolavori... la stones throw ha sempre realizzato degli album dei rapper prodotti da dilla, madlib, oh no etc. anche le versioni strumentali, sia perchè sono delle opere d'arte in sè, sia perchè in tutto il mondo centinaia di altri rapper hanno riutilizzato quelle basi, da raekwon a spitti cash :) è un modo di "comunicare" (nel senso vero del termine, cioè di "mettere in comune") che va al di là di spazi, tempi, frontiere etc. etc... io li chiamerei esercizi di libertà (e di stile ;)
5 minuti fa · Mi piace
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