I negozi di dischi mi fanno schifo. Aspettate prima di aggredirmi però, capisco che la posizione possa sembrare forte, provocatoria e antipatica ma lasciatemi almeno spiegare le mie ragioni. Sono arrivato alla conclusione visitandone uno qui nel centro di Milano, tra i pochi rimasti direi, uno di quelli veri e propri. Niente catene stile supermercato della cultura piuttosto una media bottega della musica oggi abitato esclusivamente da maschi attorno i quaranta, con una piccola barbetta sotto al mento e una borsa di pelle modello dottore della mutua abbandonata tra le gambe mentre vaschettano tra gli scaffali.
Collezionisti ovviamente, chi altro si prenderebbe il disturbo di arrivare sin qua per comperare un disco quando abbiamo la spedizione su Internet, i negozi digitali, il download illegale, gli amici che ci masterizzano i dischi? Tutti sul luogo del delitto alla ricerca della chicca, dell'edizione limitata, del doppione da esibire in vetrina, quello che una volta doveva essere un brulicante luogo di ritrovo per incontri tra anime affini e curiose diventato improvvisamente simile ad un retrobottega di laboratorio. Ad una biblioteca di provincia al massimo. La presa di coscienza di tale decadenza mi ha colpito con un'enorme tristezza convincendomi definitivamente: chiudiamo tutti i negozi di dischi, ora, prima che sia troppo tardi, prima che persino il loro ricordo venga sovrascritto da tanta mestizia.
La risposta di solito è una: "Ma se sono proprio quelli gli ultimi luoghi dove la musica è davvero amata, rispettata"...è vero il contrario piuttosto. Nel momento della smaterializzazione del supporto e dell'esaltazione del suo contenuto questa estrema volontà di rimanere legati ad un oggetto è quanto di più triviale possibile. Se il feticismo è esaltare l'oggetto più della sua reale funzione e amarlo più del suo stesso contenuto allora i negozi di dischi sono vuoti templi di ciò che era un tempo, lontanissimi dal presente dove la passione che ribolle davvero si muove dentro forum, social network, blog e mail personali con un attaccamento famelico alla materia purificato da ogni antico rituale.
Perché continuare a vaschettare con piccoli polpastrelli quando tutto è a portata di mano? Perché questo gesto è quello di cui abbiamo bisogno per sentirci appartenenti ad una cerchia ristretta, aggrapparci all'abitudine e al rito nel momento di massima incertezza: tecnologica, politica, economica, culturale, filosofica etc etc. Come il condannato a morte che si riscopre credente prima della sua ultima giornata e chiede di essere confessato: comprensibile eppure grottesco.
Anni passati a cercare la svolta, il momento in cui tutto sarebbe cambiato, "dov'è il nuovo punk?" ci chiedevamo sbuffando tra un upload e l'altro. "Proprio qua" verrebbe da rispondere solo che mentre cercavamo la scossa nell'arrivo di un nuovo genere musicale e dell'epifania ad esso legato era nell'oggetto che lo conteneva che avremmo dovuto concentrarci. Le due cose, forma e sostanza, sono da sempre ovviamente legate, strano che a non capirlo siano proprio i più inossidabili tra i ricercatori di dischi con cui abbiamo iniziato: al tempo stesso indispettiti dal passato che non passa e inossidabilmente ancorati ad esso.
[foto acidpix]

8 commenti:
come spesso accade la discussione su questo post si è spostata su Facebook, la copio/incollo qui a futura memoria
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Martina Van Pelt Sono molto spaventata dall'immaterialità degli mp3 o 4. Sono solo formati, e non saranno eterni. Perdendo un hd esterno o un pc, si perde l'accesso a tantissimi giga di musica.
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Sebastiano Urciuoli poi tutti a regalarci mp3 a natale
circa un'ora fa · Mi piace
Dariella Amari Completamente d'accordo con te...ahimè. Un sacco di "amici mia" hanno esponenzialmente accresciuto il loro vizio collezionistico proporzionalmente alla perdita d'aura dei dischi.
circa un'ora fa · Mi piace
Roberto Corsi esaltazione del suo contenuto con il digitale? temo che sei proprio fuori strada...se a te questi luoghi fanno tristezza non ci andare e continua a riempirti l'hard disc di musica che ascolteari al massimo una volta in vita tua per poi pontificare su qualche social network...
circa un'ora fa · Mi piace
Gabriele Giustini Ed io che pensavo che dovessero chiudere perché semplicemente a volte non ci trovi una sega.
circa un'ora fa · Non mi piace più · 4
Teo Segale Sapevi che sarei venuto a romperti i coglioni. Ma tanto l'hai fatto per provocare quindi facciamo che ci casco. ;-)
Prima dici: "Nel momento della smaterializzazione del supporto e dell'esaltazione del suo contenuto questa estrema volontà di rimanere legati ad un oggetto è quanto di più triviale possibile"
E poi dici: "Le due cose, forma e sostanza, sono da sempre ovviamente legate"
E allora io ti dico: ma com'è che forma e sostanza sono "ovviamente" legate solo quando lo decidi tu?
A dopo per ulteriori torroni.
circa un'ora fa · Mi piace · 2
Dariella Amari ragazzi tocca arrendersi. La musica la "incidiamo" su dei supporti culturali che hanno fatto il loro tempo..i dischi non nascono sugli alberi come le mele. Noi finiamo sottoterra e loro non ci seguono.
circa un'ora fa · Mi piace
Andrea Girolami Roberto: la musica negli hard disc l'ascolto anche più volte te l'assicuro. Pontificare su FB poi non è meglio o peggio di farlo su una rivista o dietro il bancone di un negozio.
Teo: sono legate sempre, non solo quando lo dico io, ma non in maniera indissolubile e morbosa, fino ad arrivare a pensare che la musica senza supporto fisico non sia musica affatto. Come molti fanno anche in questi commenti
circa un'ora fa · Mi piace · 2
Dariella Amari Infatti..Rendetevi conto che la musica c'è perchè qualcuno la fa!. Finchè non esce da un hd non esiste.
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Marco PeeDoo Gallerani più ruffiano che antipatico :)
circa un'ora fa · Mi piace · 1
Gianluigi De Rosa perchè trombarsi un file porno invece di una bella figa? de gustibus.. Non mi interessa come ne usufruisci ma se ne usufruisci, però non vedo un nesso che tenda a rallentare l'utlizzo dei file se sopravvivono i negozi disichi... Soprattutto fai riferimento a quella piccola nicchia e non alla grande distribuzione ch e, numeri alla mano non ammazza proprio il mercato digitale.
circa un'ora fa · Mi piace
Dariella Amari In realtà andrea tu volevi solo prendertela con i collezionisti di la verità. Quei pervertiti che ascoltano musica derivata alla decima solo perchè è oscura e battuta all'asta..
circa un'ora fa · Mi piace
Gianluigi De Rosa In In U.S. il fatturato del digitale è quasi la metà degli introiti( in italia molto meno) .. ma stando all'immagine che utilizzi nel tuo post "viniyl klills mp3) vuoi sapere quanto il vinile e quindi quella nicchia di negiozietti ancora esistenti incide sul digitale? non ti sto neanch ea dire la percentuale percè è ridicola.. Mi sembra una provocazione un po' fine a se stessa per non irentrare nel calderone "degli amanti del vinile" e per dare valore ulteriore a tutto il web chegià ne ha e spero ne abia ancora di più in temrini di mercato... MA questo cosa c'entra con chi ama toccare e repirare un oggetto? aldilà di tutte le implicazioni legate al "suono"...
circa un'ora fa · Mi piace · 2
Gianluigi De Rosa che è un capitolo a parte
circa un'ora fa · Mi piace
Dariella Amari Maledetti vinilomani pervertiti..;)
circa un'ora fa · Mi piace · 1
Alberto Canarecci chiudere i negozi ok, ma poi che fare dei distributori? pensi sia meglio togliere tutta la catena legata al supporto fisico e tenere i soli mp3/wav ecc? personalmente nei negozi di dischi italiani non mi trovo benissimo sembra quasi che pensino di venderti oro, i prezzi sono davvero allucinanti. magari sto lì, scartabello un po', sbianco per i prezzi, poi quando vado via senza prendere niente e saluto il negoziante sento una gran pena :(
circa un'ora fa · Mi piace
Teo Segale Io non ci sto a fare la figura dell'anziano alle condizioni che detti tu ;-).
O ancora peggio del nostalgico a tutti i costi, che sarebbe oltremodo stupido col mestiere che faccio.
Io compro (e "vendo") CD, LP, MP3, WAV, FLAC, LP+Download Card: la musica è musica, in qualsiasi formato venga concepita, composta e pubblicata. Poi ognuno sceglie a quale formato affezionarsi, per elezione o praticità. E sceglie come e se rendere pubblica la propria fruizione e i propri gusti.
Però se vogliamo parlarne, parliamone serenamente e da un punto di vista aperto (pur nell'evidenza, anche simpatica, della provocazione)
Perchè definire "triviale" la "volontà di rimanere attaccati a un oggetto" è tifo, non è ragionamento. Ed è da qui che nasce la mia critica precedente che il legame forma/sostanza esiste solo quando lo decidi tu. La sostanza, lo sappiamo e spero saremo tutti d'accordo, è la musica. La forma è da una parte il lavoro grafico, testuale, di stampa, e dall'altra la semplicità di condivisione e la "portabilità".
Perchè queste cose vanno contrapposte? E non lo chiedo solo a te, Andrea: lo chiedo a tutti quelli che si rifiutano di ascoltare musica in formato digitale.
Da una parte si strilla "Siete tutti degli sfigati! Il supporto fisico è morto!", dall'altra si risponde "Andrà via la corrente, ti crasherà l'hard disk e non avrai più un minuto di musica da ascoltare!":
Quale delle due è vera? Beh... nessuna delle due.
Detto questo, per chiudere e per capirci ancora meglio: MORTE ai collezionisti di dischi. Ieri, oggi, domani.
circa un'ora fa · Mi piace · 1
Dariella Amari Da musicista, la verità è che se voglio stampare musica su lacche in vinile divento povero e devo vendere gli strumenti. Se invece pubblico online, la mia musica gira e forse mi compro un giradischi nuovo...dramma.
circa un'ora fa · Mi piace · 1
Teo Segale (detto questo: io ritengo sia "sostanza" anche il lavoro grafico ma parliamo di una cosa alla volta)
59 minuti fa · Mi piace · 2
Dariella Amari Secondo voi perchè i filippini sulle metro e sui tram ascoltano musica dal cellulare scassando le palle a tutti i circonstanti???..perchè si son rotti il cazzo del loro impianto casalingo Denon da audiofili?..no, perchè non possono permettersi un impianto HI FI. Ecco la verità.
58 minuti fa · Mi piace
Dariella Amari ( e giù carne sul fuoco)
57 minuti fa · Mi piace
Teo Segale mmmmm è passato mezzogiorno in effetti della carne al fuoco... con delle patate...
55 minuti fa · Mi piace
Gianluigi De Rosa quetso è un altro problema... che comprendo apieno.. soprattutto s enon sei in un grande centro come Milano o Roma ma in città di provincia ( el'Italia è fatta di provincia) dove il consumo è ancora inferiore e la distribuzione del fisco fatica ancora di più... Diciamo che questo è un vecchio problema...
54 minuti fa · Mi piace
Gabriele Giustini brace?
54 minuti fa · Mi piace · 1
Dariella Amari ahhahahahahahaha...Ce l'ho fatta..
54 minuti fa · Mi piace
Teo Segale A far deragliare il treno nel culetto secco del girolami? :_D
53 minuti fa · Mi piace · 1
Gianluigi De Rosa ma no che gl ipiace se dici così!!! Analandrea che non sei altro...;-)
52 minuti fa · Mi piace · 1
Marco PeeDoo Gallerani ci vediamo dopo la pubblicità http://www.facebook.com/event.php?eid=215678931837312&ref=ts
RAGNO ROAD
mercoledì 30 novembre alle ore 19.30, Circolo Arci Zuni
52 minuti fa · Mi piace ·
Paine Cuadrelli http://www.informationisbeautiful.net/2010/how-much-do-music-artists-earn-online/
How Much Do Music Artists Earn Online?
www.informationisbeautiful.net
Recently, the UK government passed The Digital Economy Act which included many, perhaps draconian, measures to combat online music piracy (including withdrawing broadband access for persistent pirates).
45 minuti fa · Mi piace ·
Teo Segale e inoltre
http://www.prefixmag.com/news/234-indie-labels-leave-spotify-napster/58808/
234 Indie Labels Leave Spotify, Napster
www.prefixmag.com
Bad news, fans of dubstep, bass music, and grime who like streaming your music online. It appears that 234 of the 238 indie labels specific to those genres
32 minuti fa · Mi piace ·
Gaetano Scippa andrea tu ce l'hai con i frequentatori di negozi. hai mai trascorso un pomeriggio in uno di quelli di berlino o san francisco? il rapporto umano e sostanziale, tangibile e materiale, non dovrebbe essere sostituibile e ancor di più cancellabile con un click.
24 minuti fa · Mi piace
Andrea Girolami giustamente si parla molto di scontro di formati, che era parte del discorso del post. Però il punto è proprio nell'esistenza dei negozi di dischi come luoghi fisici completamente alienati da quella che era la loro natura originale, ormai delle riserve indiane ed è molto triste
Con questo liquido in parte anche il giusto appunto di Teo: la forma rimane importante ma non deve essere la ragione ultima (vedi collezionismo che ci fa schifo a entrambi mi pare). Poi ti potrei dire che io per i miei stupendi (!!!) mixtape sul blog mi sbatto a commissionare delle copertine da leccarsi i baffi e non è che non vale solo perchè non le puoi toccare...
Gaetano: persino io vado da Other Music e Rough Trade però il mondo reale è diverso e persino qua a a Milano che non è proprio Frittole la tristezza è quasi assoluta
18 minuti fa · Mi piace
Teo Segale "I negozi di dischi mi fanno schifo"
+
("Ormai delle riserve indiane) ed è molto triste"
=
http://www.youtube.com/watch?v=sjlENfQ-4PQ
Ma va a cagher!
www.youtube.com
Ma va a cagher!
Quante balle! Gli MP3 sono fisiologicamente anni luce rispetto alla qualità sonora di un vinile o di un CD di qualità ed un buon paio di cuffie ed un amplificatore decente non sono una spesa eccessiva (per l'amplificatore, con un po' di pazienza e passione, ci si può anche rivolgere al mercato dell'usato). Certo,se la musica è fruizione e consumo, tieniti il tuo ipod da 80Ga ed investi ore nella classificazione dei file scaricati. Per conto mio, nelle notti d'insonnia, godo (forse vintage, ma di piacere puro) della rotondità e della corposità del suono di supporti Hi.Fi. e plano in mondi acustici inimmaginabili per gli onnivori... ipod? Certo che ce l'ho anch'io: Shuffle del 2005, sì quello che sembra una chiavetta USB, da 256MB, spazio più che sufficiente per il soundtrack dei miei spostamenti. Certo, sono di nicchia e ci sto bene! Vecchia scuola radio tre... (filodiffusione, Zaccagnini, Battiti, quella roba lì, insomma... non solo usi e costumi, ma anche una profonda questione di... stile!). Buon ascolto!
non sono d'accordo. :)
1. Il negozio è per caso Buscemi? I soggetti che descrivi sembrano i suoi clienti tipo.
2. Sono in parte d'accordo quando dici che "la passione che ribolle davvero si muove dentro forum, social network, blog". Ciò però, innanzitutto, non significa automaticamente che una passione così (leggi: su internet) espressa escluda l'utilizzo, l'amore o la dimestichezza nei confronti di supporti musicali fisici o, ancora, il fenomeno del collezionismo. In secondo luogo, il tuo ragionamento mi sembra ridadere nel clamoroso errore di chi pensa che una istanza, una passione, un pensiero espresso su internet sia espresso solo su internet. Il famoso "popolo di internet" di giornali e tv. Come se non fossero gli stessi che incontri sulla metropolitana la mattina.
3. Ti faccio una domanda: i personaggi di 15-20 anni di oggi che ti stanno seduti davanti, sempre sulla metropolitana, e che non la smettono un momento di schiacciare i tasti del loro lettore mp3 mentre ascoltano (?) musica (?) sarebbero un grande passo in avanti per l'umanità? Un disco, un'opera d'arte, la ascolti concentrato, a casa, o durante un concerto, a mio parere. Non tra Cimiano e Piola, con la verde che sferraglia, alle 8 di mattina, pigiato come uno stronzo.
Anonimo: mi piace l'idea che "un'opera d'arte" (come la chiami tu) si spieghi da sola, in qualunque luogo, in metropolitana, a casa, ad un concerto
non ho mai sopportato quelli che giudicano le cose secondo il luogo in cui sono inserite tipo: quadro il galleria = arte, quadro a casa = schifo etc etc
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