Chi si cela dietro la maschera di Spider Truman? Mascia del popolo viola? Francesco Caruso? Pippo e Topolino? Massimo D’Alema? Mauro Repetto degli 883? Ancora non sappiamo la verità ma la foga con cui è scattato l’inseguimento digitale negli ultimi giorni ci ha fatto riflettere sul concetto stesso di ricerca.
Non quella scientifica, parliamo più di cacciatori di teste, digitali a questo giro. L’azione di scegliere di rinunciare al proprio nome e identità (così come suggerito dalla didascalica immagine-avatar firmata V per vendetta scelta da Truman) rimane efficacissima nel corso del tempo anzi viene persino esaltata in un momento storico in cui abbiamo accesso a qualunque informazione nel giro di pochi attimi. Volete sapere il nome della bella ragazza incontrata alla festa di ieri notte? Facebook. Il vero curriculum della persona che avete appena intervistato? Google. Dove si trova vostra zia in questo preciso istante? Sarà lei stessa a segnalarvelo con una quale app di geolocalizzazione. (continua su Wired.it)
26.7.11
21.7.11
Ho i miei amici, la mia famiglia, i miei amici che sono la mia famiglia, visto che quella vera abita ancora nelle Marche
finalmente l'intervista in cui Marcelo Ricorda le Marche, Macerata e Porto Potenza Picena. Potere del grande giornalismo
Abitavo nelle Marche, in un paesino sul mare bellissimo, che però non mi portava da nessuna parte, se non che a iniziare a fare uso di droghe.
A quel tempo facevo anche il modello di roba commerciale, tra cui una campagna importante per un marchio chiamato Nose, il fratello di Fornarina. La mia foto era ovunque. Avevo 15-16 anni. Erano gli anni della house, un po’ cyborg, quelli delle Buffalo sai...
Ho vissuto nelle Marche per otto anni dove ero diventato la faccia dei club più cool; giravamo
spesso l’Italia per fare dei gemellaggi, come a Riccione. Smisi di prendere droghe grazie al buddhismo
p.s. non sai chi è Marcelo? Leggi qui
Abitavo nelle Marche, in un paesino sul mare bellissimo, che però non mi portava da nessuna parte, se non che a iniziare a fare uso di droghe.
A quel tempo facevo anche il modello di roba commerciale, tra cui una campagna importante per un marchio chiamato Nose, il fratello di Fornarina. La mia foto era ovunque. Avevo 15-16 anni. Erano gli anni della house, un po’ cyborg, quelli delle Buffalo sai...
Ho vissuto nelle Marche per otto anni dove ero diventato la faccia dei club più cool; giravamo
spesso l’Italia per fare dei gemellaggi, come a Riccione. Smisi di prendere droghe grazie al buddhismo
p.s. non sai chi è Marcelo? Leggi qui
13.7.11
Qualcosa a metà tra Unrest di Erlend e El Muniria di Clementi
Damon Albarn sul Guardian
I'm making an album for Warp," he reveals – the Sheffield-based record label usually renowned for techno. "I'm taking six young English producers with me and we'll make it in a week. Then I'm going on a six-week holiday to dispel rumours I'm a workaholic
I'm making an album for Warp," he reveals – the Sheffield-based record label usually renowned for techno. "I'm taking six young English producers with me and we'll make it in a week. Then I'm going on a six-week holiday to dispel rumours I'm a workaholic
8.7.11
Velocità (fuori e dentro la Rete)
E' strano come quella che è sostanzialmente la stessa cosa finisca per comportarsi in maniera completamente opposta a seconda della piattaforma in cui è inserita. Pensiamo al concetto di sistema operativo, intendendo con questa definizione in senso lato l'ambiente in cui muoviamo quando utilizziamo un'interfaccia tecnologica.
Da una parte quelli tradizionali dei nostri computer: Windows in primis, OS, lo stesso Linux. Dall'altra le infrastrutture tecnologiche dei nostri principali ingressi online, siti attraversati da miliardi di persone ogni giorno come Google o Facebook, ormai sostanzialmente legati con il resto dei nostri PC tanto che Google ha ben pensato di inventarne uno, il Chromebook, che mescolasse i due mondi fondendoli assieme. (continua su Wired.it)
Da una parte quelli tradizionali dei nostri computer: Windows in primis, OS, lo stesso Linux. Dall'altra le infrastrutture tecnologiche dei nostri principali ingressi online, siti attraversati da miliardi di persone ogni giorno come Google o Facebook, ormai sostanzialmente legati con il resto dei nostri PC tanto che Google ha ben pensato di inventarne uno, il Chromebook, che mescolasse i due mondi fondendoli assieme. (continua su Wired.it)
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