26.9.11
Multitasking / Senti Meglio: le parole che non ti ho detto
Senti Meglio viene presentato come un aggeggio capace di potenziare il nostro udito in maniera sovrannaturale diventando dei piccoli Superman. Gli stessi inventori ci suggeriscono nello spot qualche situazione in cui poterlo utilizzare: per meglio seguire le lezioni universitarie, cogliere il sospiro del tenore a teatro (ma vorrei proprio vedere vostra zia tutta in ghingheri infilarsi sul più bello uno di questi cosi...). Solo di sottecchi e in un secondo tempo vengono suggerite altre soluzioni d'utilizzo ben più interessanti. (continua su Wired.it)
16.9.11
Amendola / Fiera
Da questa parti è in corso una lotta senza quartiere. Da un lato la città vecchia: fatta di isolati a forma pentagonale, esagonale, ottagonale, difesi al piano terra da uno stuolo di colf e badanti con in mano scope e ramazze.
Dall'altro quella nuova che ha l'aspetto di un cantiere sempre aperto e sempre diverso dentro cui in lontananza si vedono spuntare edifici dalle strane forme: alcuni simili a enormi alveari altri a residence abbandonati ancora prima di essere abitati. Questi possono contare su un esercito quasi imbattibile, meccanizzato e spaventoso, composto da enormi gru e ruspe con cabine oscurate, forse guidate da spietati mercenari forse autosenzienti e dunque ancora più temibili.
Ormai da molti anni questa seconda fazione sta prendendo il sopravvento a spese della prima e per ogni torre-tana che nasce una delle antiche fortezze viene meno. Si tratta di un movimento tanto lento da sembrare quasi un'osmosi naturale dove una generazione si sostituisce all'altra in un naturale ricambio.
Nelle ore di calma tra un assalto e l'altro le strade vengono pattugliate da falangi di mamme con tacchi a spillo e passeggini, abbronzate come dive del cinema che di tanto in tanto alzano lo sguardo verso un fronte o l'altro per capire chi si aggiudicherà la prossima schermaglia, se sarà gloria per le badanti armate di girello o avranno la meglio le scavatrici assetate di sangue.
Esiste anche un terzo schieramento di cui gli altri due combattenti si sono oramai dimenticati. Ai margini del campo di battaglia sorgono tante piccole villette signorili a due piani, quasi tutte ricoperte da un'edera pervicace che è il vero tratto distintivo di questa antica e morente civiltà. I loro abitanti vivono reclusi per paura di essere coinvolti in un conflitto tra nuovo e antico che non riescono a comprendere e riguardo cui evitano di prendere le parti. Il resto del mondo li ignora e non se ne preoccupa sicuro che la loro estinzione sia solo una questione di tempo.
[foto A@lbi]
Dall'altro quella nuova che ha l'aspetto di un cantiere sempre aperto e sempre diverso dentro cui in lontananza si vedono spuntare edifici dalle strane forme: alcuni simili a enormi alveari altri a residence abbandonati ancora prima di essere abitati. Questi possono contare su un esercito quasi imbattibile, meccanizzato e spaventoso, composto da enormi gru e ruspe con cabine oscurate, forse guidate da spietati mercenari forse autosenzienti e dunque ancora più temibili.
Ormai da molti anni questa seconda fazione sta prendendo il sopravvento a spese della prima e per ogni torre-tana che nasce una delle antiche fortezze viene meno. Si tratta di un movimento tanto lento da sembrare quasi un'osmosi naturale dove una generazione si sostituisce all'altra in un naturale ricambio.
Nelle ore di calma tra un assalto e l'altro le strade vengono pattugliate da falangi di mamme con tacchi a spillo e passeggini, abbronzate come dive del cinema che di tanto in tanto alzano lo sguardo verso un fronte o l'altro per capire chi si aggiudicherà la prossima schermaglia, se sarà gloria per le badanti armate di girello o avranno la meglio le scavatrici assetate di sangue.
Esiste anche un terzo schieramento di cui gli altri due combattenti si sono oramai dimenticati. Ai margini del campo di battaglia sorgono tante piccole villette signorili a due piani, quasi tutte ricoperte da un'edera pervicace che è il vero tratto distintivo di questa antica e morente civiltà. I loro abitanti vivono reclusi per paura di essere coinvolti in un conflitto tra nuovo e antico che non riescono a comprendere e riguardo cui evitano di prendere le parti. Il resto del mondo li ignora e non se ne preoccupa sicuro che la loro estinzione sia solo una questione di tempo.
[foto A@lbi]
11.9.11
The Kebab Years Vol.3
Royksopp - Happy Up Here (Holy Fuck Re-Interpretation)
40 Thieves Feat. Qzen - Don't Turn It Off
!!! - The Hammer
Rebotini - 777 (Discodeine rmx)
Space - Deliverance (Justus Köhnckes Wild Pitch Mix)
Revolver - Birds In Dm (Joakim Remix)
Revolver - Birds In Dm (Joakim Remix)
Africa HiTech - Out In The Streets
Mala - Don't Let Me Go
Applebim - Vansan
Dj Mehdi - Tragicomehdi
Mobius Band - Digital Love (Daft Punk cover)
Tread - Opacity Omen
Adele - Rolling In The Deep (Jamie xx rmx)
Mulatu Astatke and his Ethiopian Quintet - Shagu
[artwork by Daniela Sanziani]
9.9.11
Civitanova Marche / Telefono senza fili
solo dopo aver visitato città portuali di altre nazioni e continenti posso dirlo con assoluta certezza: Civitanova Marche è orribile. Con le case basse di grigio cemento che si alternano a ciechi complessi alberghieri anni 70 potrebbe rischiare l'onta dell'anonimato assoluto se non fosse che anche lei ha un suo peculiare costume dato dalla grande quantità di denaro che l'attraversa in ogni stagione.
Come naturale sbocco marittimo del ricco distretto calzaturiero marchigiano Civitanova ha i modi tipici della grande e opulenta città industriale senza però riuscirne a sostenere il tono cosmopolita che si insegue altrove. Tutto quello che accade prima da altre parti arriva qui con una strana e ineffabile latenza di qualche mese o anno. Come in una partita al telefono senza fili il messaggio della sorella maggiore viene recepito senza essere compreso e dunque modificato con esiti buffi o grotteschi.
Prendiamo le due coppie di ragazzi in fila al ristorante: mocassini indossati senza calze, pantaloni corti risvoltati sopra la caviglia, camicia chiara stazzonata quanto basta, si direbbe una mise perfettamente in linea con quella rintracciabile in un Corso Como qualunque. Eppure l'insistenza dell'intercalare "fra" tra una bestemmia e l'altra durante la conversazione li trasformano nei ìcloni dei già spaventosi neo-yuppies metropolitani. La fidanzata di uno dei due ostenta i celebri "occhiali grossi" che ormai sono già leggenda radical chic ma il completo attillato da cubista che segue tradisce una confusione d'intenti di chi ha udito qualcosa in lontananza e cerca di ricostruirne il senso.
Intanto sul lungomare continua la processione di auto: BMW, SUV, MINI e altre vetture dai nomi brevi incolonnate in attesa della prossima novità da fraintendere in una costosa boutique di Corso Umnerto I.
[foto Mym]
Come naturale sbocco marittimo del ricco distretto calzaturiero marchigiano Civitanova ha i modi tipici della grande e opulenta città industriale senza però riuscirne a sostenere il tono cosmopolita che si insegue altrove. Tutto quello che accade prima da altre parti arriva qui con una strana e ineffabile latenza di qualche mese o anno. Come in una partita al telefono senza fili il messaggio della sorella maggiore viene recepito senza essere compreso e dunque modificato con esiti buffi o grotteschi.
Prendiamo le due coppie di ragazzi in fila al ristorante: mocassini indossati senza calze, pantaloni corti risvoltati sopra la caviglia, camicia chiara stazzonata quanto basta, si direbbe una mise perfettamente in linea con quella rintracciabile in un Corso Como qualunque. Eppure l'insistenza dell'intercalare "fra" tra una bestemmia e l'altra durante la conversazione li trasformano nei ìcloni dei già spaventosi neo-yuppies metropolitani. La fidanzata di uno dei due ostenta i celebri "occhiali grossi" che ormai sono già leggenda radical chic ma il completo attillato da cubista che segue tradisce una confusione d'intenti di chi ha udito qualcosa in lontananza e cerca di ricostruirne il senso.
Intanto sul lungomare continua la processione di auto: BMW, SUV, MINI e altre vetture dai nomi brevi incolonnate in attesa della prossima novità da fraintendere in una costosa boutique di Corso Umnerto I.
[foto Mym]
8.9.11
Biarritz (Il Barone di)
per chi come me rifiuta categoricamente d'informarsi sul luogo scelto per la villeggiatura le informazioni a disposizione sono solo quelle contenute nel nome stesso della località. Biarritz evoca racconti di turismo internazionale, divi anni 50, spy story ormai dimenticate. La persona da cui abbiamo trovato ospitalità si candida subito ad essere sindaco morale di questo strano mondo trasversale.
Il Barone è il proprietario della pensione composta da 5 angusti appartamenti a cui ha deciso di dare il suo nome, in uno abita lui stesso assieme alla sua compagna. Il Barone è di origini orientali, giapponese forse, coreano magari, cercando di comprendere la corretta provenienza dal modo in cui inclina gli occhi quando ti parla, parla molte lingue: spagnolo, francese, inglese, tutte con lo stesso tono meccanico di uno sportello automatico del bancomat, comprensibile ma privo di emozioni. Nell'angusto ufficio dove sbriga i suoi affari e stampa le fatture ci sono una sequela di foto in bianco e nero appese alle pareti, in una in particolare priva di cornice un militare asiatico e due americani sono in posa davanti a un vecchio aeroplano ad elica. La sua compagna è ugualmente orientale e incredibilmente sovrappeso, gira tutto il giorno coperta da ampie sottovesti dai colori più imprevedibili: giallo canarino, verde prato, rosa shocking. Il suo somigliare tremendamente a una bomboniera ne fanno il perfetto contrappunto al fisico alto e segaligno del Barone che quando si mette in ghingheri per uscire assume un eleganza anni 50 come il Pippo Baudo di qualche anno fa.
A casa del Barone ogni giorno c'è una festa: a pranzo e a cena arrivano ospiti di ogni genere fatti accomodare nell'angusto cortile che è l'unico spazio comune della pensione. Famiglie di filippini, spagnoli, francesi, tutti siedono a tavola col Barone e la sua donna ma il motivo di queste libagioni è un mistero coperto dal forte odore d'aglio con cui di volta in volta vengono conditi abbondanti piatti di gamberoni, baccalà, sogliole. Ogni tanto si sente il rumore di un tappo di bottiglia che salta a interrompere per un secondo l'ilare e incomprensibile chiacchiericcio. Così passa un'altra estate a Biarritz.
[foto WarEagle]
Il Barone è il proprietario della pensione composta da 5 angusti appartamenti a cui ha deciso di dare il suo nome, in uno abita lui stesso assieme alla sua compagna. Il Barone è di origini orientali, giapponese forse, coreano magari, cercando di comprendere la corretta provenienza dal modo in cui inclina gli occhi quando ti parla, parla molte lingue: spagnolo, francese, inglese, tutte con lo stesso tono meccanico di uno sportello automatico del bancomat, comprensibile ma privo di emozioni. Nell'angusto ufficio dove sbriga i suoi affari e stampa le fatture ci sono una sequela di foto in bianco e nero appese alle pareti, in una in particolare priva di cornice un militare asiatico e due americani sono in posa davanti a un vecchio aeroplano ad elica. La sua compagna è ugualmente orientale e incredibilmente sovrappeso, gira tutto il giorno coperta da ampie sottovesti dai colori più imprevedibili: giallo canarino, verde prato, rosa shocking. Il suo somigliare tremendamente a una bomboniera ne fanno il perfetto contrappunto al fisico alto e segaligno del Barone che quando si mette in ghingheri per uscire assume un eleganza anni 50 come il Pippo Baudo di qualche anno fa.
A casa del Barone ogni giorno c'è una festa: a pranzo e a cena arrivano ospiti di ogni genere fatti accomodare nell'angusto cortile che è l'unico spazio comune della pensione. Famiglie di filippini, spagnoli, francesi, tutti siedono a tavola col Barone e la sua donna ma il motivo di queste libagioni è un mistero coperto dal forte odore d'aglio con cui di volta in volta vengono conditi abbondanti piatti di gamberoni, baccalà, sogliole. Ogni tanto si sente il rumore di un tappo di bottiglia che salta a interrompere per un secondo l'ilare e incomprensibile chiacchiericcio. Così passa un'altra estate a Biarritz.
[foto WarEagle]
6.9.11
Non tutte le mode vengono per nuocere
Da tempo penso che il problema dell'industria musicale italiana (così come quella di altri paesi "sottosviluppati" da questo punto di vista) sia l'incapacità di creare vera eccitazione di fronte al nuovo. Siamo nell'infinito loop delle ristampe di Vasco perchè l'unica cosa che conta è il già conosciuto, il già noto e anche le avanguardie tendono a ignorare la novità a meno che non sia già appoggiata da fonti estere, proprio perché qui da noi nessuno è stato capace di accreditarsi seriamente in questo senso. A tal proposito è interessante ciò che dice a Pitchfork Simon Reynolds sull'hype
Every week, the most exciting day was when we went to get the music papers-- NME in my case because that's where the most interesting, cutting-edge music writings were. There was a tremendous race to find the next thing. It got out of hand because people would put bands on the cover that hadn't even released a single yet. American media are always suspicious of hype, but for me, there's almost a purity to a certain kind of hype, especially on the part of the journalist because they're genuinely excited. There's an element that they're competing to be the first one to discover stuff. It was intoxicating to read, and it was intoxicating to go out and buy the records and find out that quite a lot of them lived up to the hype
Every week, the most exciting day was when we went to get the music papers-- NME in my case because that's where the most interesting, cutting-edge music writings were. There was a tremendous race to find the next thing. It got out of hand because people would put bands on the cover that hadn't even released a single yet. American media are always suspicious of hype, but for me, there's almost a purity to a certain kind of hype, especially on the part of the journalist because they're genuinely excited. There's an element that they're competing to be the first one to discover stuff. It was intoxicating to read, and it was intoxicating to go out and buy the records and find out that quite a lot of them lived up to the hype
5.9.11
Interazione / La mossa di Fonzie
E' una cosa che abbiamo fatto tutti almeno una volta nella vita: quando le maniere semplici non sono più sufficienti è necessario intervenire con quelle cattive. La macchina che non parte, il frullatore che si blocca o, come nel mio caso, lo stereo che ha deciso di smettere di funzionare. Se il libretto d'istruzioni non può essere d'aiuto e l'assistenza è troppo lontana o costosa ecco che arriva in provvidenziale aiuto il cosiddetto "colpo di Fonzie".
Avete presente quella leggera sollecitazione che permetteva ad Arthur Fonzarelli (e a lui soltanto) di far andare il Juke Box di Arnold senza nessuna fatica anche quando i tentativi degli altri andavano clamorosamente a vuoto? Niente altro che la cosa più naturale se si è con le spalle al muro: l'ultima speranza è sferrare un colpo ai nostri gadget tecnologici, anche di ultima generazione, per scoprire che (incredibile!) spesso e volentieri la soluzione è proprio nell'uso della forza. (Continua su Wired.it)
Avete presente quella leggera sollecitazione che permetteva ad Arthur Fonzarelli (e a lui soltanto) di far andare il Juke Box di Arnold senza nessuna fatica anche quando i tentativi degli altri andavano clamorosamente a vuoto? Niente altro che la cosa più naturale se si è con le spalle al muro: l'ultima speranza è sferrare un colpo ai nostri gadget tecnologici, anche di ultima generazione, per scoprire che (incredibile!) spesso e volentieri la soluzione è proprio nell'uso della forza. (Continua su Wired.it)
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