13.12.09

Tinkebell. / Do you know how animals die?

In tutta onestà non posso dire di avere un buon rapporto con gli animali. Semplicemente non me ne piace nessuno, di nessun tipo. Anche tra chi in un primo momento si dice d'accordo con me è poi facile scoprire una qualche debolezza: odierà pure gli animali domestici amando però segretamente una qualche bizzarra specie tropicale. Gibbone di Yellowstone o Tigre dai denti a sciabola che sia. Invece no: nella mia diffidenza totale sono certo di aver trovato il vero sentimento salomonico che dovrebbe animare i veri amici degli animali, una cosa del tipo: se mangi il maiale perchè non dovresti farlo con un cane? Gli animali sono fatti per essere liberi dunque non possiamo che fare loro del male tenendoli sulle ginocchia in salotto. Questo pippone per dire che spesso le mie idee mi hanno procurato inimicizie, sguardi di disapprovazione ma anche grandi sodalizi. Una volta trovato chi sposa una teoria del genere meglio tenerselo vicino, io ci sono andato a vivere insieme una volta, almeno si è sicuri che non se ne uscirà fuori con l'irrefrenabile desiderio di avere un cane o gatto.
Ora credo di aver trovato la donna della mia vita. Tinkebell è una sorta di performer o artista di cui ho letto nell'ultimo numero di Pig Mag. Ha suscitato molto clamore la sua decisione di spezzare il collo del suo gatto Pinkeltje prima di farne un borsellino. In generale anche le sue altre attività sono su questo tono da provocatrice contro le ipocrisie del mondo dei benpensanti, soprattutti quelli animalisti. Non giudico la sua arte, gli occhi dell'amore non mi farebbero essere oggettivo. Qui di seguito un estratto dall'intervista:

Di solito tu agisci nel campo del design o delle installazioni, quella era la tua prima volta nel mondo editoriale; hai altri libri in mente?

Veramente sì. Ora sono impegnata con un progetto intitolato How We Could Have Saved the World (Come avremmo potuto salvare il mondo N.d.T.). E' sull'abbattimento selettivo dei topi muschiati in Olanda, dal 1987 ne vengono uccisi 320.000 all'anno. I topi muschiati sono stati introdotti in Europa da un conte Ceco, erano i primi anni del '900. Ne importò 8 da aggiungere alla sua collezione di animali da pelliccia. Dopo 10 anni erano diventati 14 milioni, invadendo l'europa come una piaga biblica. Lì cominciò tutto quanto. Molte nazioni ancora li usano per fare pellicce, ad esempio Belgio e credo anche in America, dove li mangiano (sono chiamati conigli d'acqua e si ritiene siano una prelibatezza). In Olanda c'è una gran lotta per contenerne il numero, perché danneggiano le coltivazioni di grano, scavano buchi negli argini dei fiumi e si riproducono a ritmi folli. Così questi animali sono cacciati, catturati, uccisi e inceneriti, come fossero spazzatura. Non hai permesso di trattarli in altro modo. Il mio progetto è su come si potrebbero utilizzare in modo diverso.

Cioè?

Beh, per il momento ho un team di persone che mi stanno aiuatndo con le idee. Ma per esempio ci potremmo nutrire facilmente un villaggio in Africa. O incrementare l'industria pellettiera in Olanda, che molte persone vogliono rendere illegale; sembra che la pelliccia dei topo muschiati si addirittura di migliore qualità rispetto a quella dei visoni. Ciò produrrebbe più lavoro, più indotto, più soldi..


Tu sei nota per lavorare molto sulla mercificazione degli animali. Cosa pensi del possederne uno? Dici che è sbagliato?

No. Ma penso che sia strano.

Qual è la tua posizione rispetto all'attivismo animalista?

Non sono un'attivista. Gli animalisti dicono che le persone sbagliano sempre, che noi facciamo le cose nel modo sbagliato. Io penso che la gente sia strana, che siamo pazzi. E' molto diverso. Possedere animali è bizzarro e inutile, non serve a nulla. Gli animali sono nati per essere selvatici, la gente non gli permette più di essere secondo natura. Tagliano le ali agli uccelli per non farli volare via, mettono unghie finte ai gatti così non graffiano. Folle.

L'amico sa il gusto amaro della verita'

rivelata la tracklist dell'esordio dei Crookers: Tons Of Friends. Bravi loro che scherzano sin dal titolo sulla quantità esorbitante di featuring del disco. Il sospetto però rimane, se non altro perchè ha fatto cadere altri illustri colleghi, vedi ultimi terrificanti dischi di Simian Mobile Disco e Luomo, schiacciati appunto da un inutile presenzialismo. Aspettiamo e speriamo, se ne riparla a marzo.

1. We Love Animals – Crookers feat Soulwax & Mixhell
2. No Security – Crookers feat Kelis
3. Natural Born Hustler – Crookers feat Pitbull
4. Lets Get Beezy – Crookers feat Will I Am
5. Park The Truck – Crookers feat Spank Rock
6. Hold Up Your Hand – Crookers feat Roisin Murphy
7. Hip Hop Changed – Crookers feat Rye Rye
8. Cooler Couleur – Crookers feat Yelle
9. Birthday Bash – Crookers feat The Very Best, Marina & Dargen D’amico
10. Put Your Hands On Me – Crookers feat Kardinal Offishal & Carla Marie
11. Royal T – Crookers feat Roisin Murphy
12. Remedy – Crookers feat Miike Snow
13. Arena – Crookers feat Poirier & Face-T
14. Tee-Pee Theme – Crookers feat Drop The Lime
15. Transilvania – Crookers feat Steed Lord
16. Have Mercy – Crookers feat Carrie
17. Jump UP – Crookers feat Major Lazer, Leftside & Supahype
18. Lone White Wolf – Crookers feat Tim Burgess
19. Day N’ Nite (Acapella Skit)
20. Embrace The Martian – Crookers feat Kid Cudi

10.12.09

Dj Gruff - Sandro O.B. / Questi pensieri addosso portano il silenzio e la malinconia



torno a stretto giro sulla questione Gruff. Per un semplice motivo: non avevo ancora sentito il disco, che è assolutamente gigante. Dico la verità: avevo un po' perso le sue tracce, per il motivo peggiore che però potrei condividere con molti di voi, ovvero la certezza dell'impossibilità di aggiungere qualcosa alle vecchie avventure targate SXM. Roba da orecchie di pietra lo ammetto, a volte l'ozio fa di questi scherzi. Sarebbe stato un peccato perchè invece ascoltando il suo nuovo album ho fatto la scoperta più bella: trovare un musicista lucidissimo e capace di mettere il proprio stile e gusto al servizio di ciò che più interessante succede oggi. Il pensiero corre a Dangermouse, paragone divertente: in entrambi i casi si tratta di figure schive, stessa capacità di attraversare generi (hip hop, elettronica, pop) a cui Gruff aggiunge il suo tipico marchio di fabbrica senza risparmiarsi neanche in voce. Un cantato fragile, che potrebbe caracollare da un secondo all'altro, invece rimane saldo in piedi perchè sorretto da basi entusiasmanti, amici capaci e da un intero progetto di disco che non fa che aprire una fase nuova, di ottime premesse per il futuro pur un con un passato già così intenso. Ecco il primo dei dischi dell'anno che ho mancato.

Marco Mengoni rapito dai talebani



lei è una studiosa di comunicazione che parla di Talent Show da una prospettiva interessante. In che modo cioè il medesimo format (che pare fare appello ad elementi condivisi nei luoghi più disparati del mondo) è stato utilizzato invece per valorizzare e proporre la propria matrice culturale. Così in medio oriente si fanno reading di poesia al posto delle cover di Cocciante. La globalizzazione ha preso ormai una piega interessante: pensavamo saremmo finiti con l'essere tutti uguali e invece suonare la corda dell'omologazione ha fatto vibrare quelle che le stavano accanto, orgoglio e i profondissimi archetipi che ancora ci tengono saldamente per mano. Ciò detto X-Factor continua a sembrarmi un accrocchio preistorico, o forse proprio per questo.

7.12.09

Gli indios cantano canzoni di Ramazzotti, Ramazzotti canta le canzoni degli indios. L'unica differenza è che gli indios non prendono diritti d'autore.



il nome che si è scelto fa pensare ad un comico fazioso e iperteso. Tutto il resto invece è piuttosto interessante: Grillo fa hip-hop astratto, definizione da libro stampato, in pratica una cosa tra Prefuse73 e i mai dimenticati Clouddead. Ci mette anche parecchio del suo e il risultato è piuttosto interessante. Qui potete ascoltare/scaricare il disco per intero, sembra proprio roba buona.

[via Batteria]

Every dead body that is not exterminated becomes one of them. It gets up and kills! The people it kills get up and kill!


Ecco cosa è successo l'altra sera a Bologna. Se va male col reading possiamo sempre provare come la prima boy band dubstep della storia.

Il mio nome è nessuno

L'autoproduzione è perdente in partenza, dicevi cinque anni fa...

Anche per Sandro O.B. ho fatto tutto io. Potrei dirti chissà cosa, ma la verità è che nessuno mi offre nulla e va bene così, funziono anche da solo. Se qualcuno arriva con una proposta seria però la valuto. Ma non sono nessuno. Nessuno proprio nel senso di nessuno. Per quella gente lì non conto niente.

L'estratto è dal numero di Rumore in edicola, intervista di Luca Gricinella a Dj Gruff. La riporto perchè è un'affermazione forte sotto ogni punto di vista: piena al tempo stesso di orgoglio e disperazione. Di verità anche perchè mentre il salotto buono è preso dalla finale di X-Factor e tutti gli altri sono in attesa dell'ultima novità pezzi da 90 del genere, capaci di tenersi ben stretta una solida base di fan per decenni, cadono invece nel dimenticatoio.

3.12.09

Diavolo e l'acqua santa


chi aveva mai notato fossero così somiglianti.

Enlarge your playlist

Me lo raccontava Andrew Weatherall quando ho avuto il piacere di intervistarlo non riuscendo poi a inserirlo nell'articolo su carta. Lui non ha problemi con gli mp3, se qualcuno gli passa un indirizzo dove trovare qualcosa di interessante Andrew ci va e se lo scarica senza problemi. Però i dischi, quelli no, quelli se li prende da Rough Trade, abita proprio da quelle parti. Fa un salto almeno una volta a settimana e parla con i commessi, genere per genere: quello del rock, quello della tecno, quello del rap e via andare. Lui che pure è un curioso di natura non ha l'ansia di chi vuole tutto e subito e si fa venire il callo al tasto destro del mouse per la mole di musica scaricata. Uno dei più grandi dj mondiali smarca l'abbuffata con la serenità di chi si affida ad altri per esaminare ciò che accade. Una questione di età ma non solo. La teoria è fin troppo facile: quella della castrazione del supporto. Per sopperire alla mancanza di questo filtro, del vinile infilato in borsa uscendo dal negozio non resta che l'isteria. Qualcuno diceva che i critici musicali sono come eunuchi in un harem: sanno tutto, vedono tutto ma non possono partecipare. Oggi che che ci siamo tutti trasformati in compulsivi degustatori di musica allora condividiamo pure quel terribile vuoto in mezzo alle gambe per quello che una volta era il personale piccolo pene di plastica (jewel case) o vinile di ciascun musicofilo. Lo stesso che Andrew Weatherall ha insistito invece a tenersi per se.

[foto Richterfit]

2.12.09

Rockstar dell'anno


Tutti gli anni.

30.11.09

Agitatore culturale di lunga esperienza

domani a Bologna assieme a Jukka per questa cosa che si chiama Youpost e non si sa cosa verrà fuori ma va bene così. Leggere un po' di pezzi da Milano For Zombies e fare headbanging con la dubstep che abbiamo messo assieme per l'occasione. Dalle 19 al Macondo in Via del Pratello 22. Se venite a impasticcarvi con noi ci fa piacere.

I'm down with the crew like Mussolini in Italy



celebrando il mio disco dell'anno: Mos Def ritrova Talib Kweli e s'accompagna alle deliziose coriste dei Dirty Projectors per una lussuosa esibizione nello show di Jimmy Fallon.

[via Prefix]

Claire / Nonsificcapiu #7

Jona Bechtolt è il tipo di sfigato metodico in grado di guadagnare tutta la nostra stima. Ha iniziato a fare musica e a forza di agitarsi sul palco come un tarantolato ha guadagnato un contratto con la DFA. Più o meno a questo punto deve aver iniziato ad avere delle tipe che lo aspettavano davanti il camerino, così ne ha scelta una coi fiocchi da portarsi dietro in tour con lui, una capace anche di muoversi sul palco tra l'altro e che essendo anche molto più gradevole di lui rendeva tutta la storia di Yacht interessante da fotografare/riprendere/andare a vedere dal vivo.

Get Cape, Wear Cape, Fly

aggiornamento sul video più bello degli ultimi mesi. Viene fuori che alcune delle foto a cui Keith Schofield si è ispirato tra le centinaia raccattate su internet sono vere e proprie immagini artistiche create dal fotografo William Hundley, lo skateboard su gli hamburger in primis ma anche le misteriose cappe fluttuanti che nel lavoro originale sono sviluppate in un progetto lungo e inquietante, qui la serie completa denominata Draco.

26.11.09

Pasta panna piselli pancetta

da assaporare con:
Sos Band - Just Be Good To Me
(1983)

Skull pisco


Blu è a Lima.

Se sei scemo ti serve una casa discografica



è un po' come se avessero tolto la famosa calza femminile che il signore qui sotto è solito mettere davanti la telecamera. Cosa accade quando una superstar mondiale si trova a muoversi dentro un video girato con pochi mezzi e capacità? L'effetto è decisamente ridicolo: questo è il video di Joss Stone che la Emi non voleva pubblicare, a ragione diremmo. In rete si trova l'indicazione secondo cui il regista sarebbe lo stesso fratello di Joss. Quando le rockstar scelgono il DIY succede questo.

24.11.09

Il primato della politica (sulla musica)

19.11.09

Imitation of web



repetita juvant: un video musicale non è altro che il breve spazio dove tutto è possibile. Il nuovo di Charlotte Gainsbourg e Beck è forse il più bello da molto, molto tempo a questa parte. Keith Schofield, già autore del viral XXX per Diesel e altre figate assortite disegna quello che ad una prima occhiata potrebbe sembrare un bellissimo e divertente affresco moderno. Uno di quelli che non si concentrano sulle figure in primo piano ma fa le pulci a ciò che accade in sottofondo, prendendosela con la classe media di cui tutti noi facciamo parte senza troppi fronzoli o provocazioni. L'uso del rallenty fa pensare ad un altro classico in tema come Black Hole Sun dei Soundgarden ma nel lavoro di Schofield sembra di scorgere qualcosa di più, qualcosa che non è subito chiaro. La scoperta l'hanno fatta in primis gli entusiasti commentatori di Antville ma è un gioco che si presta ad attraversare tutta la rete, scovare le tante piccole immagini che ci sono passate sotto gli occhi in maniera più o meno consapevole e che compongono l'intero clip. Come l'assassino di Profondo Rosso sotto i nostri occhi sin dall'inizio ma che non riusciamo a ricordare oppure come Imitation Of Life dei R.E.M. dove un primo sguardo non può bastare a rendere la densità di un intero video. Giù il cappello davanti tanta intelligenza e semplicità.

Sfiga

Quando in questo blog si parla di auspici per la discografia futura vengono spesso tirate in ballo categorie come quella di "gruppo reale" o meno. Intendo una band capace di esistere anche fuori dal circo mediatico, in grado di instaurare un dialogo con il proprio pubblico attraverso i mezzi di comunicazione ma soprattutto dal vivo con uno spettacolo coinvolgente. Una dicotomia simile si può applicare anche al pubblico: c'è quello "reale" che va ai concerti, festival, si interessa di musica, ascolta la radio e c'è quello che no, che è attratto da questa forma d'arte perchè paratelevisiva avendola incontrata solo in luoghi quali X-Factor o Amici che gliene hanno fornito una prospettiva distorta. Quello che succede quando un gruppo irreale si incontra con un pubblico vero è facile immaginare: gavettoni e bottiglie rotte tirare sopra il palco, fischi come minimo, sempre che non si rinunci del tutto al confronto come molti musicisti da reality ultimamente di fare. E il contrario? Cosa accade quando una band che si poggia i propri piedi e abituata a calcare i palchi più diversi, con un'indipendenza artistica, si ritrova davanti ad un pubblico del tutto estraneo, abituato non alla cosa reale ma alla rappresentazione della musica che i media generalisti hanno sempre dato? La risposta nel video qui sotto dove i Fine Before You Came tentano l'arma dell'ironia e del mestiere per stemperare una situazione in ogni caso drammatica, dove le categorie mentali discusse fino a questo momento si traducono in un enorme spazio fisico tangibile tra performer e ascoltatore impossibile da colmare.